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ELIA KAZAN. CONFESSIONE AMERICANA

Nel 1952 Elia Kazan, uno dei più acclamati registi di Hollywood, consegna alla Commissione per le attività antiamericane i nomi di amici e colleghi, denunciandoli come comunisti. L’episodio segna un inevitabile prima e dopo nella vita di Kazan, diventa un bivio che ci chiede di valutare la sua opera in un torbido chiaroscuro e ci domanda: possiamo davvero separare le vicende personali di Kazan dai suoi film? possiamo perdonare il suo tradimento alla luce della brillante eredità artistica che ci ha lasciato?

Lo spettacolo – nuova produzione del Centro Teatrale MaMiMò che debutta alla Biennale di Venezia il 19 settembre – è liberamente ispirato alla vita di Kazan e parla di quel tipo di compromesso, di scelta, per cui non c’è salvezza: come fai, perdi. E’ una storia di uomini, donne e ideali in un’America che si srotola per tutto il Novecento, attraverso politica, teatro, cinema, famiglia e sesso. Sul palcoscenico di via Massenet saliranno Woody Neri, Valeria Perdonò, Luca Mammoli, Irene Maiorino e Carlo Amleto Giammusso, guidati dalla regia di Pablo Solari e dalla drammaturgia di Matteo Luoni. Le scene e i costumi sono di Maddalena Oriani.

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