“1968-2018”: Bologna Modern celebra i cinquant’anni del Sessantotto

28 settembre 2018

Si chiama 1968-2018 la terza edizione di Bologna Modern, il festival per le musiche contemporanee promosso dal Teatro Comunale di Bologna e realizzato con la Fondazione Musica Insieme. Quest’anno la rassegna sarà infatti dedicata a quella straordinaria stagione di trasformazioni che fu appunto il ’68 e di cui quest’anno ricorre il cinquantenario. Dal 2 ottobre al 22 novembre, una quarantina di appuntamenti, con nuove commissioni e prime esecuzioni assolute e italiane, tracceranno un itinerario di respiro internazionale che da un lato evocherà temi e atmosfere di quell’anno, e dall’altro ne scoverà tracce ereditarie nella creatività di oggi, proponendo, a latere, un omaggio al compositore russo Dmitrij Šostakovič.

La produzione inaugurale del festival, cuore dell’approfondimento sul Sessantotto, è Kraanerg, balletto di Iannis Xenaki composto a cavallo tra il ’68 e il ’69, che di quel periodo riproduce tutto il fermento rivoluzionario. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Comunale il 10, 11 e 13 ottobre, in prima esecuzione italiana, nella nuova produzione del Comunale, con la coreografia e regia di Luca Veggetti, la direzione d’orchestra di Yoichi Sugiyama e il coinvolgimento di un coro di cittadini accanto ai due interpreti principali, Alice Raffaelli e I-Ling Liu, e ai giovani attori della Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone e dall’Associazione per la Cultura e la Danza “8cento”. A introdurlo, il 2 ottobre, una conversazione tra il compositore Nicola Sani e il filosofo Stefano Bonaga, cui seguiranno gli interventi poetici sul Sessantotto a cura del Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna. Tra le altre iniziative collaterali della sezione Ascoltando il ’68: quattro dischi che volevano cambiare il mondo, ovvero quattro incontri intorno a dischi, filmati e documenti dell’epoca condotti da Pierfrancesco Pacoda; un ciclo di sei lezioni sui linguaggi del Movimento, a cura dell’Università di Bologna e della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, intitolato Il ’68: parole contro; una mostra curata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna da titolo 1968: L’anno degli studenti, e Revolution ’68, uno spettacolo dedicato a slogan, poesie e canzoni del ’68, curato dal Teatro Comunale come tappa conclusiva del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro di 75 studenti di tre licei bolognesi.

La sezione Duemiladiciotto comprende invece una selezione di opere e concerti che esploreranno, dal jazz alla sinfonica, dall’elettronica al pop, i nuovi territori dell’avanguardia. Il primo appuntamento è per il 19 e 21 ottobre al Teatro Celebrazioni, dove va in scena in prima assoluta una nuova commissione del Teatro Comunale: l’opera da camera Cecè, su musiche di Bruno Moretti e libretto di Roberto Polastri, con la regia di Maria Paola Viano. L’opera, che si rifà alla storia del personaggio pirandelliano, viveur imbroglione e parassita dei primi del novecento (e più che mai attuale),  sarà diretta dallo stesso Polastri, alla guida dell’Orchestra del Comunale di Bologna, con interpreti della Scuola dell’Opera del Teatro, e preceduta dalla messinscena del monologo L’uomo dal fiore in bocca, sempre di Pirandello, recitato da Andrea Rodi con gli allievi della Galante Garrone. L’Orchestra del Teatro Comunale sarà ancora protagonista il 27 ottobre al Teatro Auditorium Manzoni nel concerto sinfonico che vede in programma, accanto a pagine di Jean Sibelius, tre brani della compositrice Silvia Colasanti, tra cui una nuova commissione del Comunale intitolata Tango for David per violoncello e orchestra (2018), e The Isle is Full of Noises dell’islandese Daníel Bjarnason, impegnato anche sul podio; al violoncello l’apprezzato artista lituano David Geringas.

Tra gli altri concerti dedicati all’oggi, Special Moon di Cristina Zavalloni, organizzato dalla Fondazione Musica Insieme, dove la cantante bolognese, tra le più interessanti cantanti e compositrici italiane, spazierà da interpretazioni di standard jazz alla musica leggera, dal repertorio operistico a quello popolare; un doppio appuntamento proposto da AngelicA Festival, il Concerto per 5 pianoforti in Piazza Scaravilli in memoria di Daniele Lombardi, artista scomparso di recente, che si svolge nell’ambito di EnERgie Diffuse, settimana promossa dalla Regione Emilia-Romagna per celebrare l’anno europeo del patrimonio culturale, e il Concerto per 20 violoncelli di Bologna Cello Project. E poi ancora un appuntamento con TEDx per esplorare le potenzialità e le implicazioni della tecnologia, un concerto del sestetto vocale bolognese Zero Vocal Ensemble con musiche di Claudio Ambrosini, Michelangelo Rossi e David Lang; un concerto per violoncello, elettronica e multimedia, con Michele Marco Rossi, e la prima assoluta di un brano della compositrice Gioia Gurioli commissionato dal Teatro Comunale. In programma anche preziosi momenti di studio e riflessione grazie alle cinque lezioni sul comporre tenute da Claudio Ambrosini, Luca Francesconi, Francesco Filidei, Silvia Colasanti e Daniele Ghisi, a cura del Conservatorio G. B. Martini di Bologna, in un progetto ideato dagli studenti del Conservatorio e dal collettivo In.Nova Fert, che propone anche tre concerti con l’Ensemble di Musica Contemporanea del Conservatorio. La musica elettronica sarà protagonista di due serate dal titolo Martini Elettrico, a cura delle classi di Musica Elettronica del Conservatorio che reinterpreteranno due opere storiche di John Cage e nuovi suoni e performance di giovani musicisti.

A completare la terza edizione  di  Bologna Modern è la  sezione  monografica dedicata  a  Dmitrij Šostakovič  curata  dalla Fondazione  Musica  Insieme. L’omaggio al si aprirà il  17  ottobre al Cinema  Lumière  con Viola  Sonata, storico documentario di Aleksandr Sokurov sulla vita del compositore sovietico, a cui  seguirà una  rassegna  di concerti. Dal 18 ottobre al 22 novembre, cinque  formazioni  emergenti della  scena  cameristica internazionale,  Quartetto  DàidalosQuartetto  César  Franck, Quartetto  Noûs Quartetto Guadagnini  e  Quartetto Adorno, eseguiranno infatti l’integrale dei quindici Quartetti  per  archi di  Šostakovič, capitolo fondamentale della musica novecentesca, sul palcoscenico dell’Oratorio  San Filippo  Neri, dove tra l’altro verranno proiettati fotogrammi e immagini eccezionali, come quelli conservati nell’Archivio di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič a Mosca.

Gli eventi di Bologna Modern nell’ambito della settimana di “Energie Diffuse” (7-14 ottobre) chiudono il cartellone di Bologna Estate nell’area di Via Zamboni.