25 anni di ‘esperienza selvaggia’ con Crisalide

28 agosto 2018

Crisalide compie 25 anni, e per festeggiare il suo primo quarto di secolo il festival internazionale di performing arts diretto da Masque Teatro a Forlì, invita il pubblico a riscoprire la dimensione dell’ ‘esperienza selvaggia’, in quanto superamento della dimensione cerebrale nella relazione con spazi e persone, ma anche consapevole, intelligente e sensibile riattivazione del rapporto con il mondo, senza un baricentro preordinato. Dal 1 al 16 settembre, al Teatro Felix Guattari, si alternano artisti e studiosi, gesti performativi e atti di pensiero, spettacoli e incontri con gli artisti, laboratori e approfondimenti teorici, come ininterrotti esercizi di osservazione e presenza.

La dimensione materica della lingua, il rapporto diretto che stabilisce tra chi parla e le cose che pensa e ambisce a dire, è viatico privilegiato della relazione con l’indicibile, ponte dell’esperienza selvaggia appunto, come nel caso del ‘dialetto di ferro’ di Ermanna Montanari, cofondatrice del Teatro delle Albe, che il 1° settembre presenta una lettura scenica del suo “Miniature Campianesi”, racconti d’infanzia nella campagna ravennate di un’attrice autrice che della voce ha fatto il proprio corpo più profondo e aderente alle cose, come spiega Enrico Pitozzi in “Acusma. Figura e voce nel teatro sonoro di Ermanna Montanari”, libro al centro del dialogo che seguirà lo spettacolo.

Nello stesso solco, declinando la ricerca in modo del tutto personale, si colloca il lavoro di Roberto Magnani, attore del Teatro delle Albe, che riattraversa l’opera di Giovanni Testori per il suo Macbetto o la chimica della materia. “Attraverso i corpi e le voci di tre performer la parola di questo groviglio di eros e streghe si fa tangibile, concreta, ossessiva e musicale” spiega il regista, in scena anche come attore insieme a Consuelo Battiston e Eleonora Sedioli, per una inedita collaborazione produttiva tra le Albe, Masque teatro e Menoventi. A Crisalide il debutto assoluto, il 14 settembre.

Ne La delicatezza del poco e del niente, un poeta della voce come Roberto Latini dà vita invece, il 2 settembre, alle poesie di Mariangela Gualtieri, una lettura scenica, “un concerto poetico di parole, lucciole e tenerezze e incanti e quella capacità che hanno i poeti di stare nei silenzi intorno alle parole”, con musiche e suono di Gianluca Misiti e luci di Max Mugnai. Lo stesso giorno, il collettivo bolognese Ateliersi presenta In your face, di e con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, riscrittura di ‘Trovarsi’ di Luigi Pirandello nel linguaggio dei social media, a cui segue una conversazione gli studiosi Laura Gemini e Giovanni Boccia Artieri.

Molti gli appuntamenti con la performance e con la danza. Il 7 settembre Cosmesi è in scena con Di natura violenta, che racconta il desiderio e la paura profonda di un incontro con la Natura. L’8 settembre Kinkaleri presenta la perfomance Everyone Gets Lighter, parte del progetto All!, seguita da un concerto del musicista e compositore Enrico Malatesta. L’8 settembre è invece la volta della coreografa e danzatrice Cristina Kristal Rizzo, che con Ultras sleeping dances crea un sistema di danze mobili che abitano di volta in volta luoghi diversi, e di Simona Bertozzi, che presenta Contemplazione, estratto in solo dal suo Progetto Prometeo. La giornata si conclude con un atto performativo a cura del regista Renzo Martinelli e della dramaturg Francesca Garolla di Teatro i a partire dal recente lavoro Tu es Libre. Il 9 settembre Werner Waas e Lea Barletti presentano Autodiffamazione, dal celebre testo di Peter Handke, uno spettacolo, spiegano i due artisti, “nato dal desiderio di concentrazione e di contatto reale con il pubblico”. Il 15 settembre Masque teatro presenta la performance Luce, la danzatrice e coreografa Paola Bianchi propone OPSÌA, performance tratta dal libro animanimale di Ivan Fantini e Andrea Chiesi, mentre Teatro Akropolis mette in scena Studio sul mito di Demetra, ispirato al mito di Demetra e Kore; a seguire lo storico del teatro Raimondo Guarino e la Compagnia ravennate Fanny & Alexander presenteranno rispettivamente un atto di pensiero e un atto performativo. Il musicista e compositore Carlo Siega chiude la serata con il concerto Solo Guitar. Il 16 settembre spazio al coreografo e danzatore Nicola Galli, in scena con il solo Mars, terzo episodio della sua ricerca coreografica dedicata al sistema planetario, e a Camilla Monga e Maya Oliva che chiuderanno Crisalide con Dire, monologhi afoni legati al concetto dialettico della Parresia, l’arte di parlare con franchezza di contenuti che si ha la necessità di esporre senza temere nessuna reazione o censura.

Nel fitto calendario di incontri, accanto al progetto Dialoghi con gli artisti, a cura del critico teatrale Lorenzo Donati, si susseguono un dialogo in due parti tra la studiosa Sara Baranzoni e il filosofo Paolo Vignola, la presentazione dell’ultima raccolta di poesie “Capo d’ano” dedicato a Carmelo Bene dello studioso e poeta Stefano Mancini e la presentazione de “Lo sguardo della gallina”, volume in cui lo storico dell’arte Simone Azzoni affronta la questione dell’eredità delle avanguardie del Novecento.

Immancabile, per un festival concepito intorno alla dimensione dell’esperienza, la sezione laboratori. Nei giorni della rassegna, alla Fabbrica delle Candele, si avvicendano Francesca Proia, coreografa e insegnante di yoga, che guida un laboratorio con tencniche di hatha yoga, la cantante, vocalist e performer Nico Note col laboratorio Dare voce, i Muta Imago con il laboratorio intensivo Nachstens, mehr! (Presto, di più!), con una apertura al pubblico il 16 settembre, e la compagnia All’Incirco, in scena anche con lo spettacolo Ecomonsters il 14 settembre, che conduce un laboratorio di approccio alla costruzione e manipolazione di marionette a fili.

Crisalide è realizzato con il contributo e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Romagna Acque – Società delle Fonti.