Attorno a un tavolo. I piccoli fallimenti senza importanza delle Ariette

30 aprile 2018

Attorno a un tavolo. Piccoli fallimenti senza importanza – progetto gastronomico-teatrale per attori e commensali – è il nuovo spettacolo di Paola Berselli e Stefano Pasquini, presentato a Bologna per il progetto de La Soffitta/Centro di promozione teatrale dell’Università di Bologna,  e ora  in scena in anteprima al Teatro delle Ariette di Valsamoggia, il teatro in mezzo ai campi, sabato 5 maggio (alle 20.30) e domenica 6 maggio (alle 15.30).

In realtà, più che in scena, qui si sta attorno a un tavolo, come suggerisce il titolo dal sapore carveriano, e si tratta di una una scelta fondativa perchè attorno a questo siederanno tutti gli spettatori ad ascoltare piccole storie, piccoli fallimenti senza importanza, nel tentativo di ricreare, attorno a un tavolo appunto, una comunità forse ancora possibile. Lo spettacolo si snoda nell’attesa della cena di Capodanno e nel ritmo dei suoi preparativi, nell’atmosfera accogliente che fa percepire il teatro come una casa, inondata dalle note di “Christmas Card From a Hooker in Minneapolis” di Tom Waits. Tra teatro e cibo, assieme a Stefano Pasquini e Paola Berselli c’è Maurizio Ferraresi: personaggi/attori carichi di inquietudini che attraversano il nostro tempo, raccontate con il sorriso, senza drammatizzare, rendendo universale il vissuto personale e cercando la condivisione (e di certo non soltanto dello spazio scenico e del cibo), dialogando con il pubblico “senza trucco e parrucco”, senza l’artificio che rende il teatro diverso dalla vita reale, condividendo alla fine dello dello spettacolovil cibo preparato  in scena.

Scrivono Paola e Stefano: “Per vent’anni abbiamo cercato un dialogo serrato con il teatro, tenendoci ai margini. Abbiamo lottato con la “forma spettacolo” tentando di superarla. Abbiamo trasformato la nostra vita in una ricerca continua, la prova infinita di uno spettacolo inimmaginabile. Ci siamo persi e ritrovati più volte, abbiamo attraversato tempeste di teatro e di vita. Poi è successo che attorno a un tavolo, senza volere, si è aperto il mondo ed è precipitato tra le nostre mani. Un mondo che vagava in cerca d’ascolto ci è venuto incontro. Noi lo abbiamo accolto e coltivato con cura. E lui ci ha portato via, in un posto senza tempo né luogo, dove si confondono l’io e il noi, il passato, il presente e il futuro. Abbiamo imparato che la felicità si perde nello sforzo di possederla. Adesso bisogna ricominciare da zero. Attorno a un tavolo, con la promessa di non celebrare, di non mentire. Con la voglia di dire e di ascoltare. Con la voglia, lo spirito di vita dei bambini”.