Beatrice Rana suona Chopin, Ravel e Stavinskj

08 febbraio 2019

Ne ha fatta di strada da quando a soli due anni nella sua Cupertino, in provincia di Lecce, duettava con i genitori pianisti, da quando a quattro cominciava a prendere lezioni di musica e a nove debuttava già come solista con un’orchestra, esibendosi nel Concerto in fa minore di Bach. Oggi Beatrice Rana, pianista italiana classe 1993, è una star delle sale concertistiche di tutto il mondo, dagli Usa al Giappone. A poco più di vent’anni, infatti, si è imposta nel mondo della musica internazionale, guadagnandosi ammirazione e riconoscimento tra il pubblico e gli addetti ai lavori.

L’11 febbraio alle 20.30 la si potrà ascoltare dal vivo in un recital in programma all’Auditorium Teatro Manzoni di Bologna nella stagione dei Concerti di Musica Insieme e il 25  a Parma, al Teatro Regio. In programma  gli Studi op. 25 di Fryderyk Chopin, Miroirs di Maurice Ravel e L’uccello di fuoco di I. Stravinskj, nella trascrizione per pianoforte di Guido Agosti.  Rana, che si è esibita in serie concertistiche e festival di mezzo mondo, con orchestre del calibro della Los Angeles Philharmonic, della Detroit Symphony, della London Philharmonic, dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia e della Filarmonica della Scala, si misura in questa occasione con un repertorio affascinante e particolarmente ostico, a partire da quella pietra miliare della letteratura musicale che è Chopin. Ciascuno degli Studi del compositore esplora infatti un peculiare aspetto della tecnica dello strumento, senza mai perdersi nel puro virtuosismo a discapito della cantabilità. Sogno ed eleganza caratterizzano invece sia i cinque movimenti della suite Miroirs di Ravel, che L’oiseau de feu di Stravinskij. Una pagina, quest’ultima, tra le più dirompenti del primo Novecento, che evoca con potenza straordinaria un mondo fatto di animali, cieli notturni e campane lontane. La pianista potrà dunque sfoggiare il suo talento su una trascrizione pianistica che fa emergere ancor più chiaramente la distanza tra il mondo dell’umano, reso da un linguaggio ancora ottocentesco, e la sfera del magico, tratteggiata con pennellate sonore decisamente moderne.

Una carriera a dir poco sorprendente la sua, che l’ha vista vincere, tra gli altri, il Primo Premio e tutti i ‘premi speciali’ al Concorso Internazionale di Montreal nel 2011 e il Secondo Premio e il Premio del Pubblico’al prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Van Cliburn nel 2013. Ma sul suo scaffale può vantarne già molti altri di riconoscimenti, come quello del Concorso Muzio Clementi, quello del Concorso Pianistico Internazionale della Repubblica di San Marino e del Bang & Olufsen PianoRAMA, e poi ancora il Gramophone Award per la sua incisione delle Variazioni Goldberg, e il New Generation Artist della BBC, il Borletti-Buitoni Trust e il Premio Abbiati della critica.