Bologna attraverso gli occhi dei rider. Su Zoom la nuova performance di Kepler-452

16 novembre 2020

Lo scorso 15 giugno i Kepler-452 erano stati i primi a inaugurare la Fase 3 dell’emergenza Coronavirus, quella in cui dopo mesi di chiusura totale il mondo dello spettacolo poteva provare (timidamente e con molte restrizioni) a ripartire. Non si trattava di uno spettacolo da palcoscenico, ma di una versione ad hoc del loro formato Lapsus Urbano, intitolato per l’appunto Il primo giorno possibile. Riuniti in Piazza Maggiore a Bologna e dotati di cuffie, gli spettatori seguivano le indicazioni di una voce guida per interrogarsi sul senso delle settimane appena passate, sui cambiamenti in atto fuori e dentro di loro, su quanto la pandemia avesse reso ancora più insanabili le diseguaglianze sociali.

Con la seconda ondata pandemica nel pieno della sua esplosione, l’Italia semi-ferma e i teatri di nuovo chiusi al pubblico, la giovane formazione bolognese, tra le più originali e attive nel circuito nazionale, si è inventata un nuovo progetto da portare tra la gente dal 19 al 22 novembre, una “performance da coprifuoco”. Un modo per ribadire, una volta di più, che il teatro non è solo uno spettacolo da mostrare al pubblico in qualche maniera, ma un linguaggio vivo che si adatta ai tempi, alle condizioni e ai limiti provando sempre a forzarli, per entrare a pieno titolo nel tessuto del discorso sul presente. Scritto da Enrico Baraldi, Nicola Borghesi e Riccardo Tabilio, lo spettacolo s’intitola Consegne, ed è ispirato a una figura simbolo di questi mesi, quella del rider. Se in Lapsus Urbano era vestito da arbitro per guidare il pubblico in un percorso di azioni e riflessioni, Borghesi veste adesso la tuta da corriere, con tanto di cubo colorato sulle spalle, ed effettua consegne a domicilio. Che cosa consegna? Un prodotto, e un percorso-performance site specific sulla piattaforma Zoom per uno spettatore – o per più spettatori che abitano allo stesso indirizzo – nella città di Bologna.

Per tutta la durata del viaggio attraverso la città deserta, il corriere sarà collegato col destinatario della sua consegna, offrendo una prospettiva sul vuoto urbano altrimenti impossibile. Fino al suono del campanello. “In un momento in cui imperversa la riflessione su quali attività siano essenziali e quali non lo siano – spiegano i Kepler – abbiamo desiderato domandarci che cosa sia essenziale per noi e cosa possa esserlo per gli spettatori, attraverso una domanda molto concreta: che cosa ti piacerebbe ricevere a casa tua, in questo momento? E poi, ancora, altre domande, da rivolgerci a vicenda nella notte deserta del coprifuoco: che effetto ti fa sentire il campanello che suona? Cosa ti aspetti? La meraviglia, una scocciatura, una visita inattesa, un regalo, la Gestapo, la pizza? Prima eri meno solo di così? Perché la gente usciva, la sera? Perché questo secondo lockdown è così più terribile e disperato del primo? Che fine hanno fatto gli striscioni che dicevano «andrà tutto bene»? Che cosa ci resta da fare, adesso?”.

La performance sarà “in scena” dal 19 al 22 novembre, prenotazioni aperte dal 16 novembre al 389 6308310.