Bologna Modern #4 è in scena a Bologna

24 settembre 2019

Per un affondo nella musica dal Novecento ad oggi, Bologna Modern non solo rintraccia e porta in scena i migliori solisti del momento e le più belle composizioni dei decenni attraversati, ma prova a rappresentare a tutto tondo la natura compositiva di un secolo in cui i linguaggi artistici si incontrano e contaminano senza soluzione di continuità. Tra concerti sinfonici e cameristici, recital, spettacoli e conferenze, la quarta edizione del festival organizzato dal Teatro Comunale di Bologna insieme a Fondazione Musica insieme, che comincia il 24 settembre e va avanti fino al 30 ottobre con oltre venti appuntamenti, continua ad esplorare i territori dell’avanguardia che hanno messo in discussione i confini fra generi, pubblici e geografie.

Ad aprire il festival, il 24 e 25 settembre in Sala Bibiena, la Compagnia Zappalà Danza con Instrument Jam, un lavoro che unisce tre titoli creati dal coreografo Roberto Zappalà per raccontare, attraverso sette danzatori, una Sicilia senza confini in cui tradizione e contemporaneità convivono magnificamente. Per l’occasione le tre tappe sono aggregate ad altrettanti strumenti musicali tradizionali: il marranzano, l’hang e i tamburi. Lo spettacolo inaugura la sezione del festival intitolata Musica in scena che ospiterà altri tre lavori: una performance installazione di Luca Veggetti, con le parole di Luca Scarlini e le musiche di Paolo Aralla, ispirata a Les Aveugles di Maurice Maeterlinck (MAMbo, 10 ottobre), lo spettacolo multimediale Trä(u)me, commissionato dal Teatro Comunale al collettivo d’improvvisazione bolognese Minus, al Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna e alla video artista Elide Blind, in scena nel Foyer Rossini il 18 ottobre, e Moon Junkies una rivisitazione in chiave contemporanea del Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg ad opera di Istantanea Ensemble, in scena sempre nel Rossini il 24 ottobre.

 Se le contaminazioni sono il sale del festival, il cuore batte senza dubbio nella sezione Generazioni dell’ottanta, un originale ciclo di quattro concerti sinfonici dedicati a due generazioni di compositori distanti fra loro un secolo: i nati negli anni Ottanta dell’Ottocento e del Novecento. Protagonisti del ciclo che intreccia repertorio e pagine contemporanee, tra avanguardie storiche e nuove traiettorie della musica, le prestigiose bacchette di Yoichi Sugiyama, Pasquale Corrado, Asher Fisch (impegnato anche nella nuova commissione Sinopia per orchestra di Alessandro Solbiati) e Marco Angius, che secondo l’ordine, il 2, 10, 26 e 30 ottobre, si alterneranno sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale, insieme a solisti quali il Trio Magritte, l’Ars Trio di Roma e il pianista Alfonso Alberti. I concerti, tra l’altro, saranno di volta in volta introdotti da interventi del critico musicale Andrea Estero,  dei compositori Alessandro Solbiati, Pasquale Corrado, Federico Gardella, Vittorio Montalti  e del pianista Alfonso Alberti.

Molti anche i solisti invitati ad arricchire la sezione Virtuosismi, che ospita artisti con carriere internazionali dedicate ai repertori contemporanei. Il 30 settembre al Teatro dell’ABC sarà protagonista Matteo Cesari, tra i maggiori interpreti di Salvatore Sciarrino, di cui ha inciso l’intera produzione per flauto, e che del compositore siciliano regalerà proprio alcuni brani dell’opera per flauto. Per la prima volta a Bologna, il “profeta del pianoforte” Lubomyr Melnyk, compositore ucraino noto per il suo magico flusso di note tra ascetismo e melodia, suonerà invece il 16 ottobre all’Oratorio San Filippo Neri, in un concerto curato da Musica Insieme, mentre al Foyer Rossini il 22 ottobre toccherà alla giovane violinista americana Elicia Silverstein, specialista di musica barocca, e il 29 ottobre i violoncellisti Michele Marco Rossi e Sebastiano Severi, con il percussionista Simone Beneventi, omaggeranno il compositore argentino Mauricio Kagel con Match, una serata a cura di FontanaMIX Ensemble, a metà fra concerto e teatro musicale.

 Mauricio Kagel, tra l’altro, è anche la figura intorno alla quale Musica Insieme ha ideato un focus che vede quattordici talenti selezionati tramite il progetto europeo Call for Young Performers interpretare l’integrale pianistica del compositore (9 ottobre Oratorio di San Filippo Neri). A dar vita ad altre intersezioni sarannp poi i quartetti di Stefano Scodanibbio e Kevin Volans, ispirati all’elogio del viaggio dello scrittore britannico Bruce Chatwin, le innovative e divertenti Conversazioni per nove contrabbassi del Ludus Gravis, ensemble diretto dal solista e compositore Daniele Roccato e i solisti di In.Nova Fert Ensemble.

Bologna Modern #4 è realizzato dal Teatro Comunale di Bologna con la Fondazione Musica Insieme, grazie al sostegno di Pelliconi, e in collaborazione con MAMbo e FontanaMIX Ensemble.