A Bologna nasce Epica Festival. Spettacoli, performance e incontri nella Città Metropolitana

18 maggio 2021

C’è un nuovo festival teatrale a Bologna. Si chiama Epica Festival, è stato ideato da Elena Di Gioia sulla scia delle ultime cinque stagioni di Agorà disegnate dalla curatrice per i comuni dell’Unione Reno Galliera, ed è dedicato a Frie Leysen, direttrice artistica belga scomparsa lo scorso anno. Con un programma di oltre trenta appuntamenti tra anteprime, debutti, prove aperte, spettacoli e performance, letture, proiezioni e tavole rotonde, la rassegna andrà in scena da 2 al 6 giugno e il 15 e 16 giugno nel territorio della Città Metropolitana di Bologna, in oltre dieci luoghi di spettacolo tra Castel Maggiore, Pieve di Cento, Castello d’Argile e Bologna. Dal 2 al 7 giugno RadioEmiliaRomagna accompagnerà il viaggio di Epica con podcast quotidiani: interviste, anticipazioni, incipit e spettacoli.

Il progetto fa parte del cartellone di Bologna Estate e abbraccia tutti i linguaggi della scena contemporanea provando a costruire uno spazio in cui artisti e pubblico possano tornare a incontrarsi immergendosi nel tempo extraordinario di visioni e incontri. “È un atto concreto e simbolico – precisa la direttrice artistica – far nascere un nuovo progetto proprio ai tempi della pandemia per sottolineare con forza la necessità di un rilancio verso artisti, linguaggi della scena, pubblico. Un nuovo fiore di progetto che riconvoca la comunità del Teatro. Mescolando le carte tra percorsi artistici, per ritrovarci compagni di viaggio nell’arte e nel teatro. Epica anticipa la stagione dei Festival nazionali con una straordinaria presenza di artisti, intensità di debutti e anteprime a sostegno delle creazioni in un contesto di cura e di riflessione collettiva. Epica valorizza anche luoghi del territorio da scoprire e far riscoprire, abitati dalle visioni di artisti”.

Si parte il 2 giugno nella magnifica Villa Salina Malpighi a Castel Maggiore con Voce che apre, un rito sonoro di Mariangela Gualtieri. Il 3 giugno Roberto Latini presenta invece una performance appositamente creata per il festival sul senso del teatro e dell’arte, Venere e Adone (siamo della stessa mancanza di cui son fatti i sogni), ospitata nella piazza coperta della Biblioteca Salaborsa a Bologna (in replica il 4 giugno nel boschetto di Villa Salina Malpighi). Il cartellone prosegue poi con oltre quindici artisti e compagnie: a Castello d’Argile il 6 giugno Marco Martinelli e Ermanna Montanari presentano The Sky over Kibera, film che racconta la “messa in vita” della Divina Commedia nello slum di Nairobi, preceduto dalla presentazione di un recente volume di Laura Mariani dedicato al percorso nel cinema dei due fondatori delle Albe (Sossella editore 2021). Sempre il 6 giugno a Pieve di Cento, nel Parco di sculture Atelier Zamboni Bolzani, Le Belle Bandiere presentano invece A colpi d’ascia, lavoro di Marco Sgrosso dal romanzo di Thomas Bernhard, mentre al Teatro Alice Zeppilli il collettivo Ateliersi con Cosimo Terlizzi e Luca Maria Baldini presentano Non troverete nulla di me in questo film, spettacolo tra cinema e teatro con immagini da Cenere di Eleonora Duse e in scena Fiorenza Menni. Bluemotion, diretta dalla regista Giorgina Pi, offre un affondo su Kae Tempest, poeta Leone d’Argento alla Biennale 2021, con tre appuntamenti, tra cui il recente spettacolo Tiresias (4 giugno a Villa Salina), mentre il 15 e 16 giugno all’Arena Orfeonica di Bologna è in programma il debutto de Gli altri – Indagine sui nuovissimi mostri, nuovo lavoro di Kepler-452. Un debutto nazionale anche quello di Teatrino Giullare – Angela Malfitano / Tra un atto e l’altro che il 5 e 6 giugno presentano Bestiario solitario, indagine su animali e bestiari allestita in un podere agricolo di Castello d’Argile, mentre Massimiliano Civica è ospite al festival il 6 giugno alla Rocca di Castello d’Argile con la conferenza spettacolo L’angelo e la mosca e lo scrittore Paolo Nori il 5 giugno al Giardino ex Cimitero Ebraico di Pieve di Cento con una lettura di La morte di Ivan Il’ic di Lev Tolstoj. Una particolare forma sperimentata da Epica sarà quella delle prove aperte con racconto, presentazioni dei primi studi di alcuni lavori tramite una mise en espace e appunto un racconto sul lavoro in costruzione: è il caso del duo d’eccezione composto da Compagnia Tiresia Banti / Antonio Attisani e Cèsar Brie, che presentano le prime scene del nuovo testo Boccascena ovvero le conseguenze dell’amor teatrale (4 giugno a Villa Salina, 5 giugno alla Casa del Popolo di Castello d’Argile), e di  Marina Occhionero che interpreta il nuovo testo di Oscar De Summa, Marta & Harvey, (5 e 6 giugno alla Casa del Popolo).

Le sale di Villa Salina ospitano anche la mostra fotografica Fireflies, con foto di Paolo Cortesi, sul progetto Le stagioni invisibili – Danza e paesaggio, curato da Agorà per due anni con il coreografo Fabrizio Favale/compagnia Le Supplici, mentre 4, 5, 6 e 15 giugno è in programma Che cosa raccontare? una serie di tavole rotonde (anche in streaming) a cura di Lorenzo Donati e Elena Di Gioia, con la presenza di studiosi, docenti, artisti tra i quali Antonio Attisani, Massimo Marino, Roberta Ferraresi, Renata Molinari, Marco De Marinis, Andrea Pocosgnich, Gerardo Guccini, Maddalena Giovannelli, Oliviero Ponte di Pino, Giovanni Boccia Artieri, Alessandro Toppi, Roberto Latini, Giorgina Pi, Fiorenza Menni, Marco Sgrosso, César Brie, Massimiliano Civica, Enrico Baraldi, Lodo Guenzi e Nicola Borghesi. Grazie alla collaborazione con Altre Velocità per tutto il Festival è previsto anche un laboratorio avanzato di critica giornalistica e teatrale, rivolto a giovani tra i 20 e i 35 anni.