Claudio Longhi racconta "La classe operaia va in Paradiso"

30 gennaio 2018

Nella videointervista il regista Claudio Longhi ci guida in un approfondito dietro le quinte di “La classe operaia va in Paradiso”, portandoci per mano nel pensiero e nelle motivazioni profonde che hanno guidato la creazione di questa nuova produzione di Ert, il Teatro Nazionale dell’Emilia-Romagna. Lo spettacolo è ”liberamente tratto” dal film di Elio Petri datato 1971, ma nella tessitura drammaturgica, opera dello scrittore Paolo Di Paolo, entrano anche materiali che testimoniano la genesi del film così come la sua ricezione (ieri e oggi), piccoli capolavori della letteratura italiana degli anni Sessanta e Settanta, canzoni e anche tanto di quel materiale vivo che erano le idee in vorticoso circolo in quegli anni. Nato per rappresentare le ragioni della classe operaia, il film ebbe una vicenda critica controversa, nonostante il cast stellare, di cui erano parte Gian Maria Volonté, Mariangela Melato e Salvo Randone, e la Palma d’Oro a Cannes l’anno successivo.

Longhi spiega come tra i motivi di interesse che lo hanno portato a scegliere questo soggetto ci sia la volontà di parlare del lavoro, argomento più che mai cogente oggi, ma racconta anche cosa significhi per un regista portare a teatro la complessità del reale e quali elementi, oltre “le sceneggiature” di Petri e Pirro, sono entrati nella scrittura drammaturgica, senza nascondere anche le emozioni intellettuali che lo hanno guidato in questa regia.

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Videointervista a Claudio Longhi