Cold Blood. La Magia di Jaco Van Dormael a teatro

25 ottobre 2018

Visionarietà, sguardo fanciullo e fantasioso sul mondo, immagini surreali, voce narrante fuori campo, colonne sonore emozionanti. Sono questi gli ingredienti che rendono inconfondibili i film di Jaco van Dormael, gli stessi che il regista e drammaturgo belga fa reagire a teatro in uno spettacolo che è geniale sintesi tra danza, visione fantastica, poesia, gesto e parole. Cold Blood, realizzato insieme alla coreografa Michèle Anne de Mey, fondatrice con Anne Teresa De Keersmaeker della compagnia Rosas e direttrice del centro coreografico belga Charleroi Danses, e al Collective Kiss & Cry, è infatti un viaggio poetico che attraverso un linguaggio molto originale celebra le meraviglie della vita.

Dopo oltre trecento repliche, in nove lingue e venti Paesi diversi, sabato 27 ottobre alle 20.30 e domenica 28 ottobre alle 18, Cold Blood arriva al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia per il Festival Aperto, preceduto, il 25 ottobre, dalla proiezione a ingresso libero, in Sala degli Specchi, di Dio esiste e vive a Bruxelles, film del 2015 di van Dormael, premiato anche al Biografilm di Bologna: storia esilarante e commovente di Ea, giovanissima figlia di Dio, che si ribella all’egoismo e al dispotismo del padre con il progetto di cambiare il corso della storia e scrivere un Nuovo Nuovo Testamento.

In Cold Blood, invece, i protagonisti si muovono nell’ombra, perché sotto i riflettori ci sono solo le mani. Mani che danzano per animare un mondo lillipuziano, un raffinato set in miniatura che cambia continuamente, passando dagli interni di una casa a una foresta immersa nella nebbia, da un ambiente acquatico al cielo in cui vola un aeroplano, ripercorrendo con uno humour non convenzionale sette inaspettati modi di morire, in un susseguirsi di sorprese e di epifanie, mondi, immaginari, situazioni, vite. Il tutto filmato a vista da macchine da presa che si muovono a tempo di musica. Attraverso i testi musicali di Thomas Gunzig, che racconta di morti tecniche, morti biologiche, morti eclatanti, morti nel cuore della notte, morti vissute in prima persona, morti silenziose e morti erotiche, con l’eco di Ravel, Schubert, David Bowie and Janis Joplin, il lavoro di van Dormael e de Mey racconta un mondo di morte, appunto, che però non diventa mai macabro e anzi celebra i sensi, l’amore, il languore, i momenti di luce che la precedono. A partire dalla sua fine, cioè, raccontano le appassionanti peripezie di una vita che resiste per danzare.

 

 

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Cold Blood