A colpi d’ascia. Sgrosso legge Bernhard

24 settembre 2020

Alla sua apparizione nel 1984, il romanzo A colpi d’ascia. Una irritazione di Thomas Bernhard suscitò un enorme clamore arrivando perfino ad essere bandito in Austria, poiché in diversi si riconobbero nel ritratto impietoso, farsesco, che lo scrittore aveva fatto del mondo del teatro. A questo autore potente, capace di cucire dentro le maglie di testi sottili e musicali inquietudini, asfissie, accuse sferzanti alla nostra società che tutto manipola e omologa, Marco Sgrosso aveva già guardato in passato con ammirazione. È solo di qualche anno fa, per esempio, un recente allestimento di Prima della Pensione che l’attore e regista ha firmato con la storica compagna di scena Elena Bucci.

A conclusione di una trilogia dedicata al tema dell’identità frantumata che lo ha visto confrontarsi con Ella di Achternbusch e le Memorie del sottosuolo di Dostoevskji, il co-fondatore de Le Belle Bandiere si cimenta adesso con un nuovo progetto dedicato appunto a Bernhard. La prima tappa sarà la lettura della riduzione dal romanzo dello scrittore austrico (tradotto da Agnese Grieco e Renata Colorni) nell’ambito della stagione di Agorà. “Folgorato dallo stile fulmineo della scrittura di Bernhard, dall’intreccio di reiterazioni e assonanze che rendono i suoi testi simili a partiture musicali, l’idea di lavorare su questo romanzo mi seduce da tempo per il fascino del narratore, uomo tormentato e aggressivo, simile a un animale braccato – spiega Sgrosso – e mi ha colpito l’analisi dell’artista “in conflitto”, incatenato al suo universo quanto più vorrebbe fuggirlo. Con spietata ironia, Bernhard scandaglia miserie, vizi e ipocrisie dell’ambiente artistico.  Senza sconti per nessuno, letteralmente a colpi d’ascia, disegna implacabili ritratti di attori, musicisti, scrittori e intellettuali riuniti nell’atroce mondanità di una “cena artistica”, dove falsità, invidie, arroganze e meschinità affiorano senza pudore e il suicidio di un’amica comune diventa palcoscenico di ridicole vanità. Nella riduzione drammaturgica ho cercato di conservare il senso dell’opera e lo smalto delle descrizioni: dalla tremenda volgarità dei coniugi Auersberger alla straziante memoria di Joana, dall’esilarante tracotanza dell’attore del Burgtheater al livore inesausto della scrittrice Jeannie Billroth”.

La mise en éspace, con le musiche di Cristiano Arcelli e luci e suono di Roberto Passuti, andrà in scena a Castello d’Argile il 25 settembre alle 21, ambientato nell’Atelier degli scultori Nicola Zamboni e Sara Bolzani eccezionalmente aperto per l’occasione. La prenotazione è obbligatoria.