Contronatura apre con Il Custode di Pinter

10 gennaio 2019

Appuntamento  sabato 12 gennaio alle ore 20.00 all’Auditorium Spazio Binario di Zola Predosa per l’apertura della diciassettesima  edizione di Contronatura,  rassegna teatrale a cura dell’Associazione Culturale Cantharide che inaugura con il Custode di Harold Pinter, nella versione di Francesco Pennacchia, regista e interprete insieme a Luca Stetur e Gianluca Balducci.

L’edizione 2019 della rassegna, dal titolo Aprite Aprite, è dedicata agli attori e alla drammaturgia contemporanea. “Il teatro – scrive la direttrice artistica Elena Galeotti – sarà abitato da artisti straordinari, stimati e più volte premiati dalla scena nazionale e internazionale. Nel nostro teatro l’attore è al centro, il cuore pulsante della scena. Ci interessano in particolare gli attori capaci di trasformare le difficoltà in momenti di forza, di aprire il lavoro alla sorpresa. Noi amiamo gli attori e quando arriva l’imprevisto e scatta l’improvviso può accadere che il teatro ti inebri di un profumo indimenticabile, come quando un portone si apre su un giardino di rose in fiore. Questo pensiero non ci abbandona mai, quando lavoriamo alle nostre produzioni, quando ospitiamo i colleghi, quando ci dedichiamo alla formazione. In un mondo invaso da schermi piatti e sigillati, l’attore sposta lo spettatore, lo porta con sé, lontano; in un mondo altro”.

La stagione è ricca di appuntamenti, si riprende sabato 19 gennaio (ore 20.00)  con Alberto Astorri e Paola Tintinelli in scena con Follìar, che dirigono e interpretano. Due clown di beckettiana memoria – uno zio cieco e un cugino matto – si confrontano sul fallimento dell’arte e sulla sua inutilità rispetto alle vicende del mondo.

Sabato 2 marzo (ore 20.00) protagonista è il mondo dei fumetti di Maicol&Mirco, portato in scena dalla Compagnia Teatro Rebis in Il Papà Di Dio, liberamente ispirato all’omonimo romanzo, con Meri Bracalente, Andrea Filipponi, Sergio Licatalosi, Fermando Micucci, musiche di Lili Refrain scrittura scenica e regia di Andrea Fazzini. Il Papà di Dio accoglie le tematiche chiave degli autori – la solitudine, la morte, la relazione con l’altro e col divino, l’esistenza e la desistenza –, rielaborate dalla compagnia di Macerata con uno stile minimale.

Dal fumetto alla poesia venerdì 8 marzo (ore 20.00) con Emily Il Giardino Nella Mente di e con Isadora Angelini e con Luca Serrani. All’età di quarant’anni Emily tolse il proprio corpo dal mondo chiudendosi definitivamente in casa. La sua scrivania divenne telescopio e microscopio da cui osservava orizzonti lontani e le sfaccettature dell’animo umano.  Alla sua morte, la sorella trovò un cassetto pieno di poesie, trascritte in piccoli fascicoli. Di lei rimangono anche le lettere con le quali intrattenne rapporti di cura, d’amore e di dialogo con il mondo. In mezzo alle sue carte, furono trovati 52 frammenti scritti su buste già usate. Queste buste di carta sembrano messaggi gettati ai venti del futuro, indirizzati a nessuno e a tutti contemporaneamente. Il testo dello spettacolo è composto da frammenti di lettere e poesie della grande poetessa americana.

Sabato 16 marzo (ore 20.00) , dopo l’acclamato La vita ha un dente d’oro  dello scorso anno, presenta Gingin (di cosa si parla quando si parla), un altro tassello de La trilogia del tavolino della regista e drammaturga Rita Frongia. Si tratta di una commedia con un dramma in penombra interpretata da Angela Antonini e Meri Bracalente. Due sorelle parlano di cinema, politica, della madre, delle storie da bambine mentre il loro discorrere è scosso da rivelazioni involontarie, da attriti imprevisti.

La serata di sabato 6 aprile (ore 20.00) è dedicata al teatro di ricerca, grazie allo spettacolo L’Orco di e con Maurizio Bercini, autore di tanti fortunati spettacoli per l’infanzia e ora ideatore con Marina Allegri di una pièce che adatta gli stilemi della propria ricerca artistica in ambito teatrale a riflessioni più profonde e adatte a un pubblico adulto. Allievo di Otello Sarzi, Bercini è stato tra i fondatori del Teatro delle Briciole di Parma e suo direttore artistico fino al 2001.

Il Gruppo Orfeo-Cantharide firma il progetto Orpheus Attack. Nato a partire dalla realizzazione di A mio fratello il regno a me lasciate il canto-ombre Orfeo  il progetto prosegue con  Mariachi e Gola, proposti rispettivamente il 13 e il 27 aprile. Gola di Elena Galeotti, con Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, (studio per piccolo gruppo di peccatori), presentato nella scorsa edizione va in replica sabato 27 aprile mettendo in scena una situazione tipicamente carveriana: tre giovani innamorati della vita, ma confusi dalla miseria e dall’ipocrisia galoppante, la evitano a colpi di droghe e alcol, confessando la loro determinazione ad andare fino in fondo perché il vuoto intorno rimbomba e l’unica possibilità è amare e stordirsi. Vivere fa troppo gola. Mariachi (sabato 13 aprile ore 20.00)  chiude il progetto: in scena Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, diretti da Elena Galeotti. Qui i tre amici incontrati in Gola   ritrovano nel deserto il piacere e il gusto di sentirsi liberi: luogo ideale, intriso di atmosfere comiche, violente, irreali e paradossali, a metà tra una pista da ballo a San Cristóbal de Las Casas e le terre di Arzach

La stagione si arricchisce quest’anno di una programmazione dedicata alle famiglie che prende il via domenica 9 dicembre alle 17.00 con Storia di una Bambina di e con Isadora Angelini e Luca Serrani, rielaborazione di celebri fiabe popolari come Raperonzolo e Prezzemolina (bambini dai 3 anni).