Il coraggio di Giovanna d’Arco rivive con Monica Guerritore

30 novembre 2018

Da quel lontano 1431 in cui fu condannata al rogo e arsa viva, Giovanna d’Arco è diventata una leggenda, oltre che santa canonizzata dalla chiesa cattolica e patrona di Francia. Il mito dell’eroina senza macchia, simbolo di purezza e forza spirituale, abnegazione e coraggio, ha attraversato i secoli segnando libri, palcoscenici e stagioni politiche. La storia della Pulzella d’Orléans, che aveva guidato vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi durante la guerra dei cent’anni, prima di finire processata per eresia, vittima degli intrighi del potere, ha ispirato generazioni di scrittori, di eroi e di ribelli. Ne fa rivivere la vicenda Monica Guerritore, protagonista di uno spettacolo da lei scritto, diretto e interpretato, in scena il 3 dicembre alle 21, all’Auditorium Primo Maggio di Crevalcore, nella rassegna TTTXTE diretta da Alex Carpani.

Canottiera nera, pantaloni militari, armatura e spada crociata della santa martire, la Guerritore abbandona lo stereotipo dell’eroina innamorata e rivolta all’uomo-amante, per incarnare quello della guerriera mistica, animata da passione e forza spirituale e da un bene superiore che trascende la sua identità. «A più di 10 anni di distanza dalla prima messa in scena – racconta l’attrice – sferzo il mio corpo e il mio cuore perché restituiscano ancora una volta sul palcoscenico la forza immensa del suo coraggio. Quello di cui noi tutti abbiamo bisogno». Ruotando intorno agli atti del processo, e a mondi letterari paralleli e affini, testi filosofici e poetici, immagini e fotogrammi sul tema, lo spettacolo disegna un parallelo storico, politico e sentimentale con altri grandi martiri della libertà, e cala infatti Giovanna D’Arco nella nostra epoca, con le videoproiezioni di Enrico Zaccheo e un tappeto sonoro che mescola i Carmina Burana di Orff all’Adagio per archi di Barber, brani dei Queen e di Tom Waits. L’eroina diventa compagna di ribellione e speranza di Che Guevara, del giovane eroe di Piazza Tienanmen che ferma col suo corpo un carro armato; di altri uomini e donne guidati da uno straordinario istinto di libertà, testimoni di come si levino in ogni tempo le voci contro il Potere, mentre scorrono i volti dei giudici del film di Dreyer contrapporsi al sogno di Martin Luther King.