Il Cous Cous Klan di Carrozzeria Orfeo

01 febbraio 2019

E se domani le risorse idriche venissero privatizzate e l’acqua non fosse più una cosa pubblica? Il nuovo universo distopico affrescato da Carrozzeria Orfeo, con la regia di Gabriele Di Luca, le musiche originali di Massimiliano Setti, le scene di Maria Spazzi, i costumi di Erika Carretta e le luci di Giovanni Berti, prefigura uno degli spettri più inquietanti del presente, immaginando un mondo in cui la forbice tra ricchi e poveri raggiunge il suo massimo grado di apertura. Un mondo in cui le cittadelle dei ricchi sono recintate con filo spinato e circondate da guardie governative a sorvegliarle, mentre fuori, tra margini e desolate periferie, eserciti di poveri sono intenti a guerreggiare per procacciarsi cibo ed acqua. Distopico, ma neanche tanto, com’è nello stile di una compagnia, che già con Thanks for vaselina e Animali da bar aveva tratteggiato la follia del presente mescolando ironia e tragicità, divertimento e dramma, in una continua escursione fra realtà e assurdo, fra sublime e banale, senza retorica e senza moralismi.

Lo spettacolo, che s’intitola Cous Cous Klan, sarà in tour sui palcoscenici di tre province della nostra regione, l’8 febbraio al Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno, il 9 febbraio al Teatro al Parco di Parma e il 10 febbraio al Teatro Herberia di Rubiera. In scena Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi danno vita a un’esilarante commedia umana, tratteggiando i diversi tipi di una micro-comunità di senzatetto logorata da conflitti razziali e interpersonali, stanziata in un parcheggio abbandonato e degradato dietro a un cimitero periferico, all’interno del quale sono parcheggiate due roulotte fatiscenti. Ad abitarci Caio, ex prete nichilista e depresso, Achille, sordomuto e irrequieto, Olga, la sorella maggiore, obesa e con un occhio solo, Mezzaluna, precario compagno di Olga, un musulmano immigrato in Italia da dieci anni e Aldo, medioborghese finito per strada per problemi familiari, tipica figura del nostro presente. A sconvolgere il precario equilibrio di questa comunità divorata da una guerra fra poveri arriverà Nina, ragazza ribelle, anima imprevedibile, che se da un lato destabilizzerà la situazione, ma dall’altro si rivelerà depositaria della chiave per un riscatto sociale di tutti.

Lo spettacolo è coprodotto da Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo e Marche Teatro in collaborazione con Fondazione Teatro Toscana e La Corte Ospitale.