CROMOCOSMI. CORPI E MONDI A COLORI A GENDER BENDER 16

22 ottobre 2018

Da sedici anni accompagna il pubblico in un viaggio tra gli immaginari contemporanei legati alle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale, intercettando le punte più originali, avanzate e avanguardistiche della performance contemporanea. È Gender Bender, festival internazionale prodotto dal Cassero LGBTI Center, in cui corpi e mondi s’incontrano sulla scena e sullo schermo.

Per la sua sedicesima edizione, in scena dal 24 ottobre al 3 novembre in oltre venti luoghi di Bologna, il festival parla di universi e colori, intrecciando cosmi, cromosomi e cromatismi, differenze, identità, provenienze ed etnie, attraverso spettacoli e mostre, laboratori, incontri e racconti, ma anche nell’atmosfera distesa e non convenzionale dei tanti party, tra cui spicca una festa con la Roboterie che ospita il duo Faka, che combina forme espressive diverse sul tema dell’appartenenza alla comunità queer nera dell’Africa post-coloniale. Cromocosmi, s’intitola, infatti, come sollecitazione a sperimentare i colori e a riconoscere il limite di una consuetudine culturale che rappresenta ancora il mondo come maschio bianco ed eterosessuale. Un invito, spiega il direttore artistico Daniele Del Pozzo, a “riconoscere la legittimità di un’esperienza soggettiva del mondo che tenga conto in maniera cosciente come ognuno e ognuna di noi sia l’espressione unica di un’intersezione specifica tra generi, classi, ‘razze’ e culture, piuttosto che il risultato di un certo determinismo biologico stabilito da un patrimonio genetico”.

Sono oltre cento gli appuntamenti in programma, con opere e artisti multidisciplinari che arrivano da ogni parte del mondo, dall’Europa al Kenya, dai paesi del Sudamerica al continente asiatico, ma il linguaggio privilegiato di un esercizio per forza di cose giocato soprattutto sul corpo rimane la danza, grande protagonista del festival, con spettacoli e laboratori. La collaborazione con il Dutch Performing Arts porta a Bologna molti lavori dai Paesi Bassi, tra cui quello di Shailesh Bahoran, virtuoso dell’hip hop, nella cui storia si fondono le etnie dell’India e dell’America Latina, di Guilherme Miotto, coreografo brasiliano che in Warriors foot contamina il calcio giocato dai ragazzi di strada con la danza, e di Fernando Belfiore, anche lui brasiliano di casa ad Amsterdam. Dall’Irlanda della performer e coreografa Oona Doherty arriva invece Hope Hunt & The Ascension into Lazarus, che studia la struttura degli stereotipi su mascolinità e moralità nella working class irlandese, mentre dalla Francia, grazie alla Fondazione dei Nuovi Mecenati dell’Ambasciata di Francia, arrivano le opere di Severine Coulon, in particolare Filles & Soie, che incrocia performance, teatro di figura e ombre cinesi, per raccontare la femminilità e il corpo delle donne a un pubblico di bambini, e l’opera satirica per cinque danzatori Les rois de la piste di Thomas Lebrun. Tra i corografi italiani è atteso Enzo Cosimi, che presenta I love my sister, ultima tappa della trilogia Ode alla bellezza, dedicata al tema della transessualità e Mario Coccetti, protagonista di un lavoro intitolato Sin e di un’incursione coreografica di tango e improvvisazioni con i performer Rocco Suma e Salvatore Sciancalepore al supermercato Coop di via Andrea Costa. L’appuntamento a teatro, invece, è con il nuovo lavoro del regista drammaturgo e attore Alessandro Berti, il caustico Bugie bianche. Capitolo primo: Black Dick, che indaga lo sguardo del maschio bianco sul maschio nero, ovvero su quella percezione di minaccia intima e sessuale vissuta dal primo nei confronti del secondo, che forse ha segnato sottotraccia la lunga storia di un’oppressione politica e sociale. Ai laboratori condotti da alcuni degli artisti stranieri ospiti, si aggiungono Pleasure body di Giorgia Nardin, che celebra i corpi queer, femme, trans, non binari, Seeking Unicorns in Bologna di Chiara Bersani che crea a Bologna il primo branco di unicorni, attraverso l’incontro di corpi, respiri e voci di creature diverse, e Am I what I am because I found myself? di Gruppo Elettrogeno – Orbitateatro,

Sugli schermi cinematografici, intanto, scorrono, molte prime nazionali, peripezie amorose che esplorano relazioni non convenzionali, biografie di attivisti, storie di migrazioni, e temi delicati come quello della gestazione per altri, in pellicole che arrivano dall’Argentina di Albertina Carri e di Marcelo Briem Stamm e Martìn Farina, dal Brasile di Marcio Reolon e Filipe Matzenbacher, e di Claudia Priscilla e Kiko Goifman, dal Kenya, dove l’omosessualità è fuorilegge, di Wanuri Kahiu,  dalla Cina di Scud, dall’Australia di Su Goldfish, dal Cile di Nicolas Videla e dalla Francia di Fabien Gorgeart e di Cyprien Vial. Dopo la première alla Mostra del Cinema di Venezia, a Gender Bender arriva anche Zen Sul Ghiaccio Sottile della giovane regista Margherita Ferri, che sarà presente per la presentazione del film. Una carrellata di film dal mondo, insomma, che per la prima volta si contenderanno il Premio della Giovane Critica per miglior documentario e migliore fiction, organizzato con Cinefilia Ritrovata e Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, e un Premio del Pubblico.

Racconti e incontri proseguono anche con Queer visual culture, convegno curato da Fruit Exhibition, con editori internazionali ed esperti di pubblicazioni e di linguaggio visuale queer e di genere, e con le tante presentazioni di libri e incontri con gli autori, tra cui Boy erased-Vite cancellate di Garrard Conley, memoir su che cosa significhi subire la terapia riparativa, e Questo libro è gay, di Juno Dawson, transgender, giornalista e autrice di narrativa e saggistica.

Gender Bender è prodotto dal Cassero LGBTI Center ed è realizzato con il contributo di Regione Emilia Romagna-Assessorato alla Cultura, Comune di Bologna, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Coop Alleanza 3.0, Ambasciata di Danimarca, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Legacoop Bologna, Fondazione Unipolis, Nuovi Mecenati – Fondazione franco–italiana per la creazione contemporanea, Fonds Podium Kunsten – Performing Arts Fund NL, Immobiliare Losanna.

 

Video

CROMOCOSMI || Intervista a Daniele Del Pozzo