David Murray incontra The Tower Jazz Composers Orchestra

31 ottobre 2018

Lui è un sassofonista californiano di culto, loro un’ardita big band over size di ben ventitrè strumentisti. Sono David Murray e The Tower Jazz Composers Orchestra. S’incontreranno il 3 novembre alle 21.15 all’Unipol Auditorium di Bologna per il primo dei tre concerti programmati dal Bologna Jazz Festival in collaborazione col Gruppo Unipol. Il solista afroamericano e l’esuberante orchestra, diretta dal pianista Alfonso Santimone e del sassofonista Piero Bittolo Bon, condivideranno il palco per una produzione originale di un festival quest’anno tutto dedicato alla filosofia della Big Big Band Theory, con grandi organici orchestrali ed ensemble di ampie dimensioni, ad abitare dal 25 ottobre al 25 novembre teatri e club tra Bologna, Ferrara, Modena.

Invenzione, empatia, gioco e imprevedibilità: sono questi gli ingredienti della logica che anima gli incontri jazzistici tra artisti che non si sono mai incontrati prima. Murray, d’altronde, è un’icona del jazz free thinking, uno dei simboli del jazz più creativo, fondatore del World Saxophone Quartet. Da Cecil Taylor e Dewey Redman fino a Anthony Braxton, Don Cherry e Lester Bowie, Max Roach ed Elvin Jones, ha accumulato negli anni un impressionante numero di collaborazioni. A Bologna incontrerà l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara, uno dei club più intraprendenti del panorama europeo, che fino ad aprile ospita la XX edizione di Ferrara in Jazz, inaugurata proprio da un incontro tra l’orchestra di casa e il polistrumentista africano Kalifa Kone.

Quello di Bologna è un nuovo incontro internazionale, dunque, per l’ambizioso ensemble ferrarese nato come naturale evoluzione di due progetti didattici, The Tower Jazz Workshop Orchestra e The Unreal Book, e che a due anni dalla sua formazione è già diventato un riferimento nazionale per spirito di iniziativa e ricchezza creativa, grazie a un repertorio che affianca composizioni originali e rivisitazioni di brani provenienti da varie tradizioni. Nella formazione bolognese, accanto a Murray e ai due direttori Santimone e Bon, saranno sul palco Marta Raviglia, Sandro Tognazzo, Gianluca Fortini, Filippo Orefice, Tobia Bondesan, Giulia Barba, Antonello Del Sordo, Mirco Rubegni, Claus Højensgård Andersen, Pasquale Paterra, Federico Pierantoni, Tony Cattano, Lorenzo Manfredini, Luca Moresco, Glauco Benedetti, Federico Rubin, Luca Chiari, Riccardo Morandini, Stefano Dallaporta, William Simone, Simone Sferruzza e Andrea Grillini.

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol, TPER, Città Metropolitana di Bologna, Bologna Città Creativa della Musica UNESCO, del main partner Gruppo Hera e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.