Due mesi di “Aperto” tra terra e luna

09 settembre 2019

Musica contemporanea che dialoga col rock, che intanto parla con la grande danza, che ammicca alla canzone che si fa teatro, e poi il circo che va a braccetto con un concerto drammatico, una collezione d’arte che diventa scenografia, e così via, in un mix di incontri e abbracci tra discipline, sguardi e orizzonti.

È la natura del festival Aperto organizzato dalla Fondazione I Teatri a Reggio Emilia. L’undicesima edizione, tutta incentrata sul una insolita coppia di suggestioni che tiene insieme il mistero della luna e la ricchezza della diversità sulla terra “collocandosi – scrivono gli organizzatori –in una soglia dove la diversità è come l’attrito: consente il movimento delle cose”, apre i battenti con un programma di trentuno tra concerti e spettacoli di danza, teatro e circo, di cui dieci produzioni e coproduzioni e ben nove prime.

Si parte il 21 settembre con un progetto teatrale in esclusiva di Massimo Zamboni, Il richiamo degli scomparsi: orazione con orchestra, un concerto scenico che evoca un pantheon di artisti della città, con la regìa di Fabio Cherstich, la partecipazione di Arzân! Orchestra, del Concerto a fiato L’Usignolo e di altri ospiti a sorpresa. Voci, immagini, canzoni antiche e recenti renderanno omaggio a fotografi, cantanti, scrittori, attori, poeti, musicisti, pittori scomparsi, con una orazione che cuce il passato e il presente.

Tra i progetti in cui è fortemente accentuata l’interazione fra musica, arti performative e visive, arriva poi la prima assoluta dell’opera mosaico Trilogy in Two di Andrea Liberovici, dedicata a Faust, Florence Nightingale e Venezia, coprodotta con il Teatro Nazionale di Genova, il dramma musicale circense Dall’alto di Riccardo Nova e Giacomo Costantini, inspirato a Beckett, il concerto multi-tecnologico con ensemble, coro e danzatrice Ùtera di Gabriele Marangoni, un concerto-installazione di Tempo Reale e lo spettacolo vincitore della VI edizione di Direction Under 30 del Teatro Sociale di Gualtieri. Sul versante più strettamente musicale arriva invece il concerto di Paolo Angeli che con la sua chitarra preparata suona i Radiohead calandoli in un paesaggio sonoro mediterraneo, la fusion electro-jazz di Marc Guiliana Beat Music, il jazz con radici ebraiche sefarditiche di Avishai Cohen Trio, il viaggio musicale e letterario fra Persia classica e Iran odierno di Kronos Quartet & Mahsa Vahdat e gli ambienti sonori sospesi di Ryuichi Sakamoto e Alva Noto in duo, che chiudono il festival il 26 novembre.

Nel mezzo arrivano a Reggio Emilia anche il progetto Gaze through the Stars che fa incontrare Karlheinz Stockhausen e Terry Riley, e il concerto K&K Elektro Gesängen, dedicato appunto a Stockhausen con canti elettronici di flauto e onde radio. Da non perdere poi Jordi Savall che rende omaggio a Beethoven a 250 anni dalla nascita, il concerto sincretico fra scrittura elettro-acustica contemporanea e rock di Matteo Franceschini, coprodotto con La Biennale Musica di Venezia, l’Ictus Ensemble che si muove fra autori contemporanei e rinascimentali, Mirco Ghirardini, Andrea Rebaudengo e Giovanni Mareggini che rendono omaggio ad Armando Gentilucci, e il Duo Métamorphoses che accosta classici contemporanei e novità.

Per la danza, protagonista della stagione è sicuramente il teatro-danza surreale e ironico dei Peeping Tom che con Kind (Figlio), coproduzione in prima italiana, guardano al futuro di una possibile fenomenologia familiare. La compagnia Rambert omaggia invece Merce Cunningham con una riedizione personalizzata dei leggendari Events, per le musiche composte ed eseguite dal vivo da Philip Selway e le scene e costumi basati sulla serie di dipinti dedicati a Cage da Gerhard Richter; un omaggio anche quello di Richard Siegal con il Ballet of Difference, che con New Ocean, richiama Ocean di Cunningham/Cage. Attesissimo il progetto site-specific commissionato (in collaborazione con Collezione Maramotti), al dirompente, visionario coreografo greco Dimitris Papaioannou. Tra gli altri ospiti ancora un greco, Christos Papadopoulos, che presenta in prima italiana l’ipnotico Ion, Tordre del coreografo francese Rachid Ouramdane, tre brevi creazioni di Sita Ostheimer e CollettivO CineticO che accanto a Spin Off, nuovo lavoro della Compagnia firmato da Francesca Pennini, presenta Dialogo Secondo: Pentesilea Ultras, nuova creazione dell’artista ospite Enzo Cosimi ideata per il CollettivO. Si muove invece fra danza, circo e nuove tecnologie Acqua Alta del duo francese Adrien M & Claire B e Santa Madera della Compagnie MPTA di Mathurin Bolze.

Dal 10 al 13 ottobre il Festival ospita anche una delle piattaforme di danza più all’avanguardia d’Italia, quella di NID. New Italian Dance Platform, vetrina biennale che quest’anno si tiene a Reggio Emilia negli spazi della Fondazione I Teatri, partner di NID insieme ad ATER Circuito Multidisciplinare (capofila) e Fondazione Nazionale della Danza. Una felice consuetudine invece è quella di Aperto Kids, spettacoli per tutta la famiglia fra musica, circo, danza e teatro, ed è in programma anche una nuova produzione per bambini della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, dal titolo provvisorio, già molto evocativo, La Piccola Bellezza.

Aperto è a cura della Fondazione I Teatri in partnership con Reggio Parma Festival, ed è sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Emilia-Romagna.