Echi dal mondo tra le tabla di Trilok Gurtu

15 aprile 2019

Vederlo suonare in ginocchio sulla gamba destra davanti alle tabla, con il piede sinistro a controllare il pedale del Charleston, è sempre un’esperienza emozionante, ma dire di Trilok Gurtu che è un musicista virtuoso è fargli un torto, perché il percussionista indiano, tra i più grandi e influenti del mondo, ha una qualità che lo fa volare molto oltre la perizia tecnica: la fantasia, una visione universale della musica, la voglia di contaminare suoni e colori ritmici, mescolando jazz, rock, pop, echi indiani, improvvisazioni astratte. Il 17 aprile alle 21.15 la star della world musica sbarca a Imola per la ventesima edizione di Crossroads, festival itinerante organizzato da Jazz Network e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna. Insieme a lui sul palscoscenico del Teatro Ebe Stignani una band formata da Frederik Köster alla tromba, Tuluğ Tırpan a pianoforte e tastiere e Jonathan Ihlenfeld Cuñado al basso elettrico.

Nel corso della sua lunga carriera, a partire dai primi insegnamenti della madre Shobha Gurtu, famosa cantante indiana, ha sviluppato un’incredibile tecnica percussiva e l’ha condivisa con artisti di ogni provenienza geografica ed estrazione stilistica, spaziando dal jazz all’avanguardia, dal progressive degli Aktuala, la band nostrana che lo ha fatto conoscere in Italia negli anni Settanta, ai leggendari Oregon. Il suo colorismo ritmico è un punto di incontro tra cultura orientale e occidentale, e d’altronde sono memorabili gli incontri con artisti del calibro di Don Cherry, Jan Garbarek, Joe Zawinul, Pat Metheny, Dave Holland, Andy Summers dei Police, Larry Coryell, Gilberto Gil, Omara Portuondo, Enrico Rava, Paolo Fresu e con celebri cantanti italiani come Ivano Fossati, Marina Rei, Gianna Nannini, Adriano Celentano. Da non perdere l’occasione di vederlo all’opera da solo di fronte a un set di percussioni, mentre fa vorticare ritmi che evocano i cieli di tutto il mondo.

Il concerto è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola e il Combo Jazz Club di Imola, e grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.