Festival Città e Città. Cinque giorni di teatro h24

29 maggio 2018

Una non-stop teatrale di cinque giorni è quanto offre quest’anno il festival Città e Città, organizzato da Drama Teatro e giunto alla quarta edizione. Da mercoledì 6 a domenica 10 giugno infatti il Drama Teatro resta aperto per tutta la giornata, dalle 10.00 alle 24.00, per farsi  presidio culturale, comunità solidale e luogo di confronto artistico e di relazione tra artisti e cittadini. Nomi eccellenti in cartellone e un mix di servizi aggiunti, tra libreria all’interno del foyer, sala proiezioni al secondo piano e punto ristoro dove incontrarsi, chiacchierare, leggere il giornale o sfogliare i libri in attesa degli spettacoli serali.

Si comincia mercoledì 6 giugno (alle 19.30) con Primo studio per un’Iliade, una cena/spettacolo dove il racconto accompagna il cibo in un viaggio sospeso in compagnia degli attori che si fanno Aedi, cantori del mito. Ideato e diretto da Riccardo Palmieri e prodotto da Čajka Teatro, compagnia che focalizza la sua attività sulla ricerca teatrale con una linea poetica ispirata alle avanguardie della scuola teatrale russa, “Primo studio” è parte del progetto triennale “Iliade” (iniziato nel 2017) che ha come centro l’indagine sul mito e sulla tradizione orale. In scena Angelo Argentina, Caterina Bellucci, Marco Massarotti, Daria Menichetti, Marianna Miozzo, Nargis Zabolotnova, Riccardo Palmieri e Laura Tondelli, con l’amichevole partecipazione di Stefano Vercelli.

Si prosegue, alle 21.30 dello stesso giorno, con Sàknes, radici, una coreografia ideata e danzata da Benedetta Capanna, definita dalla critica “provocante e ispirata”, dalle “gloriose abilità espressive”. Lo spettacolo, patrocinato dall’Ambasciata di Lettonia, è un omaggio alla nonna della Capanna, Mirdza Kalnins, danzatrice lettone e prima ballerina del teatro dell’Opera di Roma. Sul palco quasi spoglio aleggiano appese a mezz’aria foto d’epoca in bianco e nero, a sottolineare il confronto con il passato, con le radici alle quali la danza di Benedetta attinge traendone ispirazione e crescita artistica. Ma lo spettacolo si sviluppa anche con palesi richiami alle pratiche yoga, disciplina di cui Benedetta è maestra.

Giovedì 7 giugno (alle 21.30) il gruppo Frigoproduzioni presenta Tropicana, un originale esperimento teatrale che parte dall’analisi del testo di una canzone (quella cantata nell’83 dal Gruppo Italiano) tesa allo svelamento del significato recondito del brano. La canzone è un pretesto per immergersi negli abissi dell’inquietudine, alla ricerca del nero che si nasconde dietro ad un’apparenza colorata, dietro a quel coinvolgente ritmo calypso. La drammaturgia collettiva è curata da Francesco Alberici, in scena assieme alla poliedrica performer Claudia Marsicano (Premio UBU 2017), al musicista Daniele Turconi e al corista Salvatore Aronica.

Venerdì 8 giugno (alle 21.30), è la volta di Piccole commedie rurali, una sarcastica quanto commossa sacra rappresentazione sulla fine del mondo rurale, con cui la compagnia Gogmagog affronta un autore bretone mai tradotto né rappresentato in Italia, proseguendo così la sua ricerca sulla drammaturgia contemporanea. “Petites Comédies Rurales” è un insieme di tredici micro commedie di Roland Fichet, scritte e rappresentate tra il 1998 e il 2001: qui la compagnia, insieme a Luca Scarlini che ne ha curato la traduzione, ha individuato sei atti unici che formano il corpo drammaturgico del progetto di Gogmagog: Question d’odeur, Le petit manteau, Plus personne, Fissures, Antipodes, L’instituteur et l’animal. Al centro, scatti di ambigua nostalgia nei confronti di un mondo rurale dissolto dalle trasformazioni economiche e sociali e lancinanti incontri/scontri tra quel vecchio mondo e la modernità. La regia è di Tommaso Taddei, anche in scena insieme a Cristina Abati e Carlo Salvador.

Sabato 9 giugno, con uno doppio spettacolo (alle 19.00 e alle 21.00), il programma registra il ritorno al Drama di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, due autori, registi e performer che da dieci anni danno vita a una serie di progetti, spettacoli e site-specific. Quest’anno al Drama arrivano con Rzeczy/cose, l’installazione/performance tratta dal reportage di Mariusz Szczygieł “Reality” (in Italia pubblicato nel 2011). Protagonista una casalinga di Cracovia, Janina Turek, che osserva la quotidianità – e la consegna al suo diario – registrando ed elencando minuziosamente centinaia di piccole azioni che accompagnano il nostro fare e le tante piccole cose che in maniera più o meno disordinata affollano le nostre case.

Il festival chiude con la Trilogia del tavolino, tre spettacoli in programma nel pomeriggio di domenica 10 giugno. Si tratta di tre storie differenti ma con alcuni, sostanziali, elementi in comune: in scena due attori e un tavolino, nel plot un cadavere, la presenza della componente comica e l’assenza della musica, l’improvvisazione che trascende il copione.

Alle 17.00 il primo spettacolo, La vita ha un dente d’oro, con la regia di Claudio Morganti e la drammaturgia di Rita Frongia. Il titolo allude a un proverbio bulgaro che mette in guardia dall’inganno della verità (che ha dentro sempre un pezzo di menzogna). Ma lo spettacolo, prodotto da Esecutivi per lo spettacolo, è anche gioco, gusto e piacere di quell’autentica finzione che può diventare geniale idiozia. A rappresentarla due attori magistrali: Francesco Pennacchia e Gianluca Stetur.

Dalle 19.00 si resta in bilico tra ironia e malinconia e tra leggerezza e profondità con una caricatura divertente e amorevole dell’umanità di oggi: La Vecchia. Prodotta da Artisti Drama con la drammaturgia e la regia di Rita Frongia, la commedia vede in scena Marco Manchisi e Stefano Vercelli, nei loro tentativi di “sconfiggere la morte”.

La Trilogia del tavolino conclude alle 21.00 con Gin Gin (di cosa si parla quando si parla), definita “una commedia con dramma in penombra”. Lo spettacolo, coprodotto da Artisti Drama e Esecutivi per lo spettacolo con la drammaturgia e la regia di Rita Frongia, è una sorta di ritratto della chiacchiera che, “come un fiume di montagna, trascina detriti… ma scorre anche acqua fresca”. In scena Angela Antonini e Meri Bracalente, nel ruolo di due sorelle scosse da rivelazioni involontarie e attriti imprevisti.

Città e Città Festival viene realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Modena.