Gender Bender diventa maggiorenne e festeggia con un’edizione estiva e all'aperto

04 settembre 2020

Gender Bender compie diciotto anni e si reinventa cambiando le sue coordinate spazio-temporali. Davanti agli ostacoli posti dalle norme di contrasto Covid-19, la rassegna prodotta dal Cassero LGBTI Center di Bologna, da quasi vent’anni regina dell’autunno nel panorama internazionale delle performing arts, non cancella né rinvia, ma anticipa tutto e si ricolloca a fine estate, dal 7 al 18 settembre, nel cartellone di Bologna Estate 2020, programmando tutti gli spettacoli e i film all’aperto, nel verde del Parco del Cavaticcio.

Aut Out s’intitola infatti quest’edizione, per dichiarare apertamente che non di una scelta di servizio si tratta, ma dell’opportunità colta al volo di sperimentare una formula nuova senza cadere nella trappola della scelta forzatamente binaria, un’occasione insomma “per sperimentare alternative che siano più vicine al mondo che vogliamo e alle relazioni che desideriamo, per godere di un festival en plein air, estivo, in rivoluzione” spiegano i co-direttori artistici Daniele Del Pozzo e Mauro Meneghelli.

Mentre è confermata la selezione internazionale di titoli cinematografici, gioco forza nel programma di danza manca il corposo comparto internazionale che caratterizza storicamente la kermesse, ma tra gli artisti italiani spiccano molti nomi noti del mondo della coreografia, tra maestri e talenti emergenti. Tra gli undici artisti/compagnie in cartellone il 13 settembre c’è Alessandro Sciarroni con Dialogo Terzo: In a Landscape, lavoro realizzato per il CollettivO CineticO di Francesca Pennini, ispirandosi all’omonimo brano di John Cage, eseguito sulla scena dal performer e musicista Stefano Sardi, e poi Silvia Gribaudi, che l’8 e 9 settembre torna a Gender Bender con il suo ultimo, esilarante Graces, in una versione rinnovata a causa delle norme sul covid-19. Il 7 settembre la coreografa italo-giapponese Masako Matsushita presenta invece Today, riflessione sull’impatto che la sovrapproduzione di informazioni genera sui nostri corpi, mentre in Dont’Kiss Fabio Liberti esplora le dinamiche di potere e dipendenza all’interno di una relazione. L’8 e 9 settembre Carlo Massari e la C&C Company con Les Miserables propone una rappresentazione spietata degli stereotipi della nostra contemporaneità.

A Gender Bender debutterà poi in prima assoluta, il 10 settembre, Corpi Elettrici, il progetto che il festival ha messo in campo, assieme al Conservatorio G.B. Martini di Bologna durante il lockdown: cinque coreografi e coreografe del Collettivo MINE (Roberta Racis, Francesco Saverio Cavaliere, Silvia Sisto, Siro Guglielmi e Fabio Novembrini) rivisitano il progetto nato nei mesi passati su piattaforme digitali interpretando sul palco i brani creati appositamente da venti studenti e studentesse della Scuola di musica elettronica del Conservatorio di Bologna. A completare il programma l’11 e 12 settembre ci sono Daniele Ninarello con NOBODY, NOBODY, NOBODY. It’s ok not to be ok, Luna Cenere con KokoroAdriano Bolognino con una performance ispirata a Gli amanti di Pompei e Andrea Costanzo Martini con What happened in Torino?, partitura che il coreografo – attualmente a Tel Aviv – ha trasmesso a Francesca Foscarini attraverso un percorso di webinar, e Riccardo Guratti con Intuition 1.

Tra cinema e danza c’è spazio anche per tre incontri, rispettivamente con la sociolinguista Vera Gheno, con Fumettibrutti, e con la scrittrice Chiara Sfregola, e per due laboratori: Just among us, ciclo di incontri per mettere in discussione il pensiero etnocentrico bianco, etero e patriarcale e Aboccaperta, dialoghi sulle opere presenti nel programma. Sarà presentato in anteprima a Gender Bender anche La discoteca, progetto filmico di Jacopo Milani, promosso da Nosadella.due e vincitore dell’ottava edizione di Italian Council. L’opera, che racconta di balli e corpi che animano la scena del clubbing italiano degli anni ’80 e ’90, verrà presentato al pubblico attraverso un incontro e un workshop in cui l’artista esplorerà le prime fasi di produzione del film che sarà infine presentato a Gender Bender 2021.

Gender Bender è prodotto dal Cassero LGBTI Center con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna, del MIBACT, di Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, della Fondazione Unipolis, di Legacoop Bologna, Coop Alleanza 3.0 e Italian Council.