Gianni Schicchi. L'opera comica di Puccini a cento anni dal debutto

24 luglio 2018

Un tema furfantesco con situazioni da commedia dell’arte che spaziano dall’amore ostacolato all’avidità dissennata e cinica, sconfitta da un falso testamento, ovvero da uno spudorato quanto scaltro ricatto: questo è Gianni Schicchi, opera comica in un atto composta da Giacomo Puccini e basata su un breve episodio (realmente accaduto nella Firenze medioevale) contenuto nel trentesimo canto dell’Inferno dantesco dove il protagonista, un “falsatore di persone”, viene relegato nella bolgia dei falsari per un furto di identità.

L’opera, parte del “Trittico” debuttato nel 1918 al Metropolitan di New York, si è conquistata ben presto una vita autonoma e una fama duratura. A cento anni di distanza viene riproposta nell’allestimento del Teatro Comunale di Bologna nell’ambito di Bologna Estate il 27, 28,  30 e 31 luglio (sempre alle 20.30) – con la regia di Valentina Brunetti, il Coro e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretti da Stefano Conticello e la partecipazione dei giovani interpreti del “Corso di alto perfezionamento ed inserimento professionale per Cantanti lirici” della Scuola dell’Opera del Comunale.

Nel ruolo di Gianni Schicchi, l’astuto protagonista dalla forte personalità emblema della nuova classe borghese del suo tempo, da Puccini trattato con grande simpatia (contraltare dell’atroce pena a cui lo condanna la Divina Commedia), si alternano Maurizio Leoni e Abraham Garcìa Gonzalez. Nelle vesti di sua figlia Lauretta troviamo Luisa Tambaro e Erika Tanaka e in quelle del giovane Rinuccio, fidanzato di Lauretta e nipote del ricco mercante appena spirato, Rosolino Claudio Cardile e Francisco Ariza. Gli avidi eredi del mercante, nobili decaduti e opportunisti che mettono ulteriormente in rilievo le sfumature ironiche o grottesche dell’opera, sono interpretati da Aloisa Aisemberg (Zita), Guang Hu (Gherardo), Chiara Notarnicola (Nella), Tiziano Bellingeri e Pietro Bolognini (Gherardino), Paolo Marchini (Betto di Signa), Paolo Porfiri (Simone), Alessandro Martinello (Marco) e Grazia Sinagra (la Ceisca). Completano il cast Alessandro Busi (il notaio Amantio di Nicolao e il medico Spinelloccio), Fabrizio Daluiso (il tintore Guccio) e Francisco Munoz (il calzolaio Pinellino).

Accanto all’atmosfera dell’epoca, sottolineata dalle caratteristiche compositive delle musiche e resa dalle potenzialità timbriche delle voci e dell’orchestra, Puccini caratterizza con grande precisione anche l’ambiente della Firenze medioevale, qui rimarcato dalle scene e dai costumi del Tcbo e dalle luci di Lorenzo Gaudenzi.