Gioventù spezzata. La signorina Else di Lombardi/Tiezzi

14 dicembre 2018

Dal 1924 sono cambiate tante cose, i confini della morale si sono sfilacciati, gli scandali sessuali non scandalizzano più nessuno, le donne ricevono un’educazione pari a quella degli uomini, studiano, lavorano e sono in grado, almeno nella maggior parte dei casi, di sottrarsi al ricatto di padri e mariti, sostentandosi da sé. Eppure, La signorina Else, capolavoro dell’Arthur Schnitzler novellista, sembra parlare ancora a tu per tu con una generazione lontanissima dalla sua.

Della storia della giovane diciannovenne viennese di buona famiglia, affascinante e sincera, vanitosa e schietta, che mentre è in vacanza con la zia e il cugino al Grand Hotel di San Martino di Castrozza, riceve una lettera dalla madre che le chiede di vendere il suo corpo a ‘un amico di famiglia’ per salvare il padre da un arresto per debiti di gioco, arriva dritto al cuore dei nostri giorni non tanto l’ipocrisia della borghesia viennese che intendeva denunciare Schnitzler, quanto l’inferno che si scatena nel cuore dell’appassionata e solitaria Else di fronte alla sordida richiesta. D’altronde l’autore, collega e corrispondente epistolare di Sigmund Freud, ha elaborato sul piano artistico le questioni che Freud ha studiato sul piano psicologico, trafficando tra pulsioni, morale, sogno, desideri, amore e morte. La signorina Else è infatti un monologo interiore della ragazza, un tumultuoso affastellarsi di pensieri e battiti che si consuma nell’arco di una sola giornata, dal pomeriggio alla sera, quando la giovane, accettando il ricatto, si reca nuda nella hall dell’albergo, ma delira e sviene.

Scavando ancora di più nel solco dell’afflato piscologico che più parla alla contemporaneità, riportano ora in scena il testo Lombardi/Tiezzi, con Lucrezia Guidone e Martino D’Amico, su una drammaturgia scritta insieme a Fabrizio Sinisi e diretta da Tiezzi, il 14 e 15 dicembre alle 21 al Teatro Asioli di Correggio, come prima puntata di un dittico schnitzleriano. Con i movimenti coreografici curati da Giorgio Rossi di Sosta Palmizi, e la musica dal vivo di Dagmar Bathmann, Omar Cecchi, Lorenzo Laurino, rispettivamente al piano, percussioni e clarinetto, la storia della gioventù spezzata di Else diventa una messinscena ancora più intima, sospesa tra sogno e realtà, nel dialogo con quel Dorsday al quale Else è costretta a supplicare il denaro, che qui  stringe tra le mani un taccuino, sul quale prende appunti, mentre Else, sdraiata con gli occhi socchiusi, proprio come se fosse sul dell’analista, intraprende il racconto della sua drammatica vicenda. Rovesciato l’intreccio, la trama diventa così un bosco di segni che invita gli spettatori a un’emozionante e avvincente gioco di interpretazione.

La stagione del Teatro Asioli è promossa e organizzata da Comune di Correggio ed A.T.E.R. – Associazione Teatrale Emilia Romagna, con il sostegno di Spal, Snap-On, WebRanking, Prima Industries, SMT-Società Manifattura Tessile.