Gli UBU di casa. Tutte le nomination da festeggiare in regione

02 dicembre 2019

In Emilia-Romagna gli Ubu sono di casa, e non solo perché la sede dell’Associazione Ubu per Franco Quadri (che promuove e organizza il premio raccogliendo il testimone dal grande critico che lo fondò nel ’78) si trova a Bologna, ma anche per la pioggia di nomination che ogni anno celebra la visione di artisti e produttori che lavorano in questa regione. Per il primo anno, tra l’altro, proprio a Bologna sono state annunciate le attese candidature del più longevo e prestigioso premio teatrale italiano, durante una giornata piena di appuntamenti organizzati intorno a Little Fun Palace, roulotte itinerante di OHT che per l’occasione si è stanziata (con un carico degli storici Pataloghi) nel cortile di Piazzetta Pasolini, ospite del DAMSLab.

Dopo una serie di appuntamenti tra cinema e performance, nel silenzio emozionato di giornalisti, operatori e artisti riuniti per l’occasione, il critico teatrale Massimo Marino ha annunciato in diretta su Rai Radio 3 le terne finaliste. Molti i nomi noti in regione, a partire da Elena Di Gioia, direttrice artistica di Agorà, candidata come migliore curatrice dell’anno e da Mario Perrotta, tra i nomi in lizza nella categoria nuovo testo italiano con In nome del padre, primo capitolo di una trilogia sulla famiglia.

Lisa Ferlazzo Natoli è invece candidata per la migliore regia con When The rain stops falling, spettacolo imponente e dai toni epici (prodotto da Ert Fondazione e tratto dall’opera omonima dell’australiano Andrew Bovell pubblicata nella collana Linea di Ert e Luca Sossella editore), che concorre anche in altre categorie, ovvero per il disegno luci di Luigi Biondi, nella categoria nuovo testo straniero o scrittura drammaturgica e per i costumi di Gianluca Falaschi. Sul fronte costumi c’è anche un altro nome da tifare in regione, quello della parmigiana Emanuela Dall’Aglio, costumista storica della Compagnia della Fortezza di Volterra, candidata per le sue magnifiche creazioni nell’ultimo Naturae-Ouverture.

Casa Ert, intanto, festeggia ancora altre candidature di prestigio: come miglior spettacolo dell’anno è in gara una delle co-produzioni di maggiore successo dell’ultima stagione, ovvero Quasi Niente di Deflorian-Tagliarini, in gara anche per le luci di Gianni Staropoli, mentre ben due dei tre candidati per il migliore spettacolo straniero presentato in Italia sono stati protagonisti dell’ultimo Festival Vie, vale a dire El bramido de Düsseldorf di Sergio Blanco e Imitation of Life di Kornél Mundruczó.

Tra le attrici under 35 spicca poi il nome della giovanissima Marina Occhionero, attrice di origini astigiane ma di casa a Bologna, dove ha lavorato, tra gli altri, con Oscar De Summa e Pier Lorenzo Pisano (nel  primo caso con una produzione La Corte Ospitale di Rubiera e nel secondo ancora in una produzione Ert). Tra gli attori under 35 concorre invece Andrea Argentieri, attore santarcangiolese dalle straordinarie doti mimetiche, protagonista nella scorsa stagione del Progetto Se Questo è Levi di Fanny e Alexander e di Docile di Menoventi (compagnie a loro volta emiliano-romagnole). E bolognese è anche Paola Villani, autrice dei magnifici corvi meccanici protagonisti del Canto della Caduta di Marta Cuscunà, che si gioca il premio per la migliore scenografia con tre colleghi modenesi, vale a dire Stefano Tè, Dino Serra e Massimo Zanelli, candidati per il monumentale allestimento scenico del Moby Dick di strada del Teatro dei Venti (di cui Tè è anche regista).

Dita incrociate in regione, quindi, fino al 16 dicembre alle 20.30, quando saranno annunciati i vincitori durante la tradizionale serata delle premiazioni al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3 per Radio3 Suite.