Guardarsi intorno è l’invito a teatro di Ert

18 settembre 2018

Guardati intorno: l’invito a teatro per la stagione 2018-2019 di Emilia Romagna Teatro Fondazione pone subito l’accento sulla funzione che il Teatro Nazionale della nostra regione, con ben sette teatri in cinque città, si attribuisce in relazione al territorio in cui opera, ma soprattutto sul ruolo che riconosce ai linguaggi del teatro all’interno del sistema culturale e politico attuale. “Il cartellone – spiega infatti il direttore Claudio Longhi – è teso a ricomporre la complessa geografia di emozioni e relazioni su cui si tesse l’impalpabile trama del nostro vivere […] a raccontare, insomma, il giro ‘glocale’ del nostro orizzonte: quel groviglio ingarbugliato di contrade lontane (mai così vicine) e di un palpitante qui ed ora in cui viviamo immersi”. Capire qualcosa in più di quel che abbiamo intorno, insomma, allenare la curiosità e riscoprire l’energia aggregante del teatro. Questi i presupposti, declinati attraverso le scelte di programmazione ma anche nelle politiche di sconti e di audience engagement rivolte in modo massiccio soprattutto ai giovani, e di network con altre istituzioni culturali e forze attive delle varie città.

A Bologna si parte l’11 ottobre con un concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio, e si andrà avanti fino a fine maggio con una programmazione che comprende 51 titoli e 211 repliche. Una stagione estremamente nutrita e molto complessa, quella che animerà le due sale dell’Arena del Sole e la saletta del Teatro delle Moline. L’offerta include infatti ogni sorta di possibilità, dagli esiti migliori del teatro di prosa nazionale e internazionale, ai format più originali e sperimentali del versante performativo. Guardando alle proposte internazionali, per esempio, accanto alla prima nazionale di Granma, nuovo lavoro dei tedeschi Rimini Protokoll, campioni di spettacoli interattivi e di scavo socio-antropologico, e alla danza del duo belga Siamese Cie, che mette in scena (B), un vigoroso match tra danzatori e boxeurs, troviamo La tragedia del vendicatore dell’elisabettiano Thomas Middleton messo in scena dal regista inglese Declan Donnellan, per la prima volta alle prese con attori italiani, e La Maladie de la mort liberamente ispirato al romanzo di Marguerite Duras diretto dalla regista inglese Katie Mitchell, e portato in scena da Jasmine Trinca.

Grande attenzione è rivolta, tanto nelle produzioni che nelle ospitalità, alla drammaturgia contemporanea; quella che scava nelle questioni sociali e politiche, come fa Davide Carnevali di cui si vedrà, tra altri titoli, Menelao, al debutto assoluto, diretto e interpretato dalla compagnia bolognese Teatrino Giullare; come pure nelle idiosincrasie psicologiche e sentimentali, di cui sono notevoli (e pluripremiati) rappresentanti italiani Lucia Calamaro, della quale, nell’ambito di un Focus Calamaro organizzato con il Centro La Soffitta, viene presentato Si nota all’imbrunire con Silvio Orlando, un lavoro sulla tematica dell’isolamento sociale e Deflorian/Tagliarini che tornano sul palcoscenico bolognese con Quasi Niente, nuovo spettacolo del duo ispirato al “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni, che scava nelle pieghe di una società malata priva di immaginazione. Tra i drammaturghi italiani si colloca anche Pier Lorenzo Pisano con Per il tuo bene, testo vincitore del Premio Tondelli 2017, mentre Lisa Ferlazzo Natoli cura la regia di When the rain stops falling del drammaturgo australiano Andrew Bovell.

Un atteso ritorno è quello della Compagnia della Fortezza diretta da Armando Punzo, che nello spettacolo che celebra i trent’anni di lavoro nel carcere di Volterra attraversa tutta l’opera di Borges, sfidando il concetto di ‘rappresentazione’ con un teatro ‘totale’. Drammaturgia regia e recitazione sono elementi inscindibili anche nel teatro di Roberto Latini, autore, regista e attore a cui il Centro La Soffitta, in collaborazione con ERT dedica una personale. All’Arena del Sole porterà Cantico dei Cantici, spettacolo già vincitore di due Premi Ubu. Numerosi sono anche gli affondi storici e politici come quelli di Pueblo di Ascanio Celestini, la seconda parte del progetto Afghanistan del Teatro dell’Elfo, L’abisso di Davide Enia, Il canto della caduta di Marta Cuscunà. Brecht, Pasolini, De Filippo, Shakespeare, Molière sono invece solo alcuni degli autori classici i cui capolavori sono riportati in scena in nuovi allestimenti e riscritture originali di grandi registi e attori italiani, come Marco Tullio Giordana, Massimo Popolizio, Lino Guanciale, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Elena Bucci e Marco Sgrosso. La chiusura della ricca stagione dell’Arena del Sole è affidata infi e al Teatro Valdoca che con Il seme della tempesta. Trilogia dei Giuramenti porta in scena 12 giovani attori/danzatori e altri 20 allievi.

Agli allievi dei corsi di formazione ERT, agli attori e registi emergenti e agli artisti del territorio è dedicato invece il Cantiere Moline, progetto di programmazione residenze realizzato da ERT Fondazione e ATER Circuito Multidisciplinare dell’Emilia-Romagna al Teatro delle Moline, che vede tra i protagonisti Roberta Lidia De Stefano e Flavia Ripa, Mele Ferrarini e Mila Vanzini, quotidiana.com, Rosario Mastrota, Michele Di Giacomo e Riccardo Spagnulo, Annamaria Troisi, Emanuele Arrigazzi e Fabrizio Visconti, Archivio Zeta, Francesca Ballico, Angela Malfitano e Marco Cavicchioli.