Indagini sulla morte di Clitemnestra. Una miniserie di ERT ispirata al mito di Elettra

13 gennaio 2021

Avrebbe dovuto debuttare il 14 gennaio al Teatro Storchi di Modena Elettra. Onora il padre e la madre, la nuova produzione di ERT Fondazione con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni (lacasadargilla), dedicata a uno dei miti più fortunati dell’antichità. Un debutto gioco forza rimandato che ha fatto nascere però l’idea di una creazione ancillare, una miniserie in quattro puntate che sarà trasmessa su Facebook ERT  e EmiliaRomagnaCreativa dal 14 al 17 gennaio alle 21.

Lungi dal trasporre in video quanto poi si vedrà in scena, i quattro episodi sviluppano un sequel immaginario della riscrittura del mito operata nello spettacolo per mano del drammaturgo Fabrizio Sinisi. Nelle pillole video di cinque minuti ciascuna curate dalla videomaker Francesca Cappi, Francesca Mazza e gli attori e attrici della Compagnia permanente di ERT Simone Francia, Diana Manea, Paolo Minnielli e Giulia Trivero giocheranno in forma di interrogatorio a ricostruire la verità e le menzogne relative alle vicende dell’eroina tragica e in particolare a quelle che s’addensano attorno alla morte di sua madre Clitemnestra. Di questa fine forniranno le proprie versioni Egisto, Oreste, Mia e la stessa Elettra.

Pur trattandosi di un sequel, la miniserie offrirà così al pubblico l’occasione di cominciare un viaggio dentro una faida familiare che ha segnato l’inizio del teatro occidentale. La vicenda di Elettra figlia di Agamennone, morto per mano della moglie Clitemnestra e del suo amante Egisto, e sorella di Oreste che sarà poi chiamato a vendicare il padre ammazzando la madre, ha ispirato non a caso tutti e tre i grandi tragediografi del mondo antico: Sofocle, Eschilo ed Euripide. Il conflitto tra padri e figli è d’altronde il grado zero della fondazione della cultura occidentale e rappresenta un archetipo dalle infinite varianti che continua a riproporsi nei secoli. “Rovistare, rivisitare e riscrivere Elettra significa andare a un’origine – spiegano infatti i registi – E le origini, ci piaccia o meno, attengono al corpo, al linguaggio e alle famiglie – luoghi teatrali per elezione o costruzione, fate voi – dove si dà battaglia un discorso che sempre attiene a una figurazione di futuro e a un lascito: strappo, costruzione, cancellazione o liberazione che sia”.