Iphigenia di Lenz: il sacrificio delle innocenti

30 novembre 2018

In molte occasioni Lenz Fondazione di Parma ha affrontato testi della tradizione antica e canoni della modernità per rivelare l’ossatura di schemi umani e sociali contemporanei, lavorando soprattutto con installazioni, immagini e simboli, attraverso quadri iconici e perturbanti che sfumano le trame, per lasciar emergere il senso profondo dei miti, nel loro risuonare con l’oggi. Adesso tocca a Iphigenia di Euripide. Al mito della fanciulla, figlia di Agamennone e Clitennestra, destinata al sacrificio da suo padre e salvata dalla dea Artemide che al suo posto invia sull’altare una cerva, Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, collaborando con il Conservatorio Arrigo Boito di Parma, dedicano un dittico scenico musicale sul sacrificio delle innocenti.

Si parte con Iphigenia in Aulide (a cui seguirà l’anno prossimo Iphigenia in Tauride) riscrittura scenica del dramma antico, intrecciato all’omonima opera tardo settecentesca di Christoph Willibald Gluck, in scena a Parma al Lenz Teatro di Via Pasubio, dal 3 al 7 dicembre alle 21, dopo un primo allestimento estivo, per il Festival Natura Dèi Teatri, in un Oratorio del Trecento nel centro storico della città. Della nota vicenda della giovinetta che accetta di sacrificarsi pur di mettere in salvo le navi greche in viaggio verso Troia bloccate dalla bonaccia, la drammaturgia e l’imagoturgia di Lenz, firmate da Pititto, sottolineano soprattutto lo scarto morale della donna rispetto alla bassezza morale degli uomini disposti a sacrificarla per le loro misere trame di potere, mostrando quali violenze le figure maschili possono compiere pur di esercitare il proprio dominio sul corpo femminile. Contrapposta alla violenza patriarcale, la forza di Iphigenia, interpretata da Valentina Barbarini, rappresenta allora la più alta funzione morale. “Inizialmente preda terrorizzata di fronte al sacrificio, da vittima innocente si trasforma – spiega infatti Maestri, che ne firma installazione, costumi e regia – in soggetto poetico e politico pienamente consapevole del proprio destino di morte”. Così nella voce dell’Iphigenia risuonano tante voci, tutte quelle che reagiscono all’atrocità della vita con l’altezza morale, e l’innocenza della vittima diventa ancora una volta monumento all’orrore della violenza, come ricorda il sottotitolo del lavoro, Ah! quʼil est doux, mais quʼil est difficile. A dare corpo sonoro e sostanza evocativa all’altare del sacrificio allestito da Lenz, un concerto vocale di Debora Tresanini, giovane soprano allieva del Conservatorio e del basso Eugenio Maria Degiacomi, sulle rielaborazioni elettroniche di Andrea Azzali. E dal 3 al 5 dicembre, alla fine dello spettacolo, seguirà un frammento del nuovo progetto Triennale di Lenz dedicato all’Orestea di Eschilo. Protagoniste del primo capitolo tratto dall’Agamennone, intitolato #1 Nidi, i personaggi femminili della tragedia, Clitennestra e Cassandra, interpretate rispettivamente da Sandra Soncini, attrice storica di Lenz, e Carlotta Spaggiari, attrice sensibile con sindrome dello spettro autistico.

Il progetto Iphigenia in Aulide si avvale del contributo di MiBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Chiesi Farmaceutici