La cantica del ricominciare. Il Purgatorio delle Albe

21 giugno 2019

Trasformare la città in un enorme palcoscenico a cielo aperto, come nelle sacre rappresentazioni medievali e nel teatro di massa prefigurato da Majakovskij. È l’imponente progetto del Teatro delle Albe di Ravenna, che dal 2017 al 2021 è impegnato nell’affascinante sfida di trasformare le tre cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri in altrettante opere teatrali che coinvolgano centinaia, migliaia di persone, e dove siano gli spettatori stessi, nella loro sostanza corale, a compiere il viaggio nei regni ultraterreni. Un’umanità intera alla ricerca, insomma, come l’’ everyman’ Dante (così lo aveva definito Ezra Pound), che nell’epoca della frantumazione delle comunità sappia ‘rifarsi luogo’ attraverso un teatro che scende dal palcoscenico e sconfina nella polis.

Dopo Inferno, andato in scena due anni fa, e coronato da un Premio Ubu per il miglior progetto curatoriale dell’anno, le Albe hanno lanciato stavolta una doppia Chiamata Pubblica, una a Matera e una Ravenna, per lavorare sulla seconda cantica del poema dantesco, Purgatorio, la cantica di coloro che “sono contenti di stare nel fuoco”, “delle voci che si disegnano nel canto” spiegano Marco Martinelli e Ermanna Montanari, ideatori e registi del progetto, coprodotto da Ravenna FestivalTeatro Alighieri e Fondazione Matera-Basilicata 2019 in collaborazione con Teatro delle Albe-Ravenna Teatro.  Centinaia di cittadini, senza limiti di numero, età, lingua o preparazione specifica, hanno partecipato alla realizzazione della messa in scena con mansioni diverse (canto, danza e movimento, recitazione corale, collaborazione alla costruzione di scene e costumi), sotto la direzione di Martinelli e Montanari, degli attori del Teatro delle Albe e di altri maestri come Edoardo Sanchi (scene), Paola Giorgi (costumi), Luigi Ceccarelli (musiche).

Dopo il successo delle repliche materane andate in scena nelle scorse settimane, il grande spettacolo itinerante delle Albe (della durata di circa tre ore) torna finalmente a casa, con una lunga serie di repliche, nell’ambito del Ravenna Festival, ogni giorno alle 20, dal 25 giugno al 14 luglio, tranne il lunedì, con partenza dalla Tomba di Dante e arrivo al giardino del Teatro Rasi. In scena, o meglio per strada, per la versione ravennate, insieme a Montanari e Martinelli ci sono le attrici e le attori Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda, Matteo Gatta, Mirella Mastronardi, Marco Montanari, Gianni Plazzi, Massimiliano Rassu e naturalmente i cittadini della Chiamata Pubblica, tutti insieme per dare vita alla cantica del “ricominciare”. “Si può ricominciare? – si domandano infatti gli ideatori –  Si può ancora sorridere, dopo che l’angoscia ci ha serrato il cuore con le sue tenaglie, fin quasi ad arrestarlo? Certo che si può. È come ritornare sui banchi di scuola e apprendere una lingua nuova. Abbiamo sfogliato il catalogo degli orrori, abbiamo scrutato nel buio di quei volti malvagi che sono il nostro, ora apprendiamo l’alfabeto della compassione. Al buio fa seguito l’azzurro. Davanti a Dante, i penitenti sono al contempo allievi e maestri: mettono Dante e il lettore e sé stessi sulla via di una vita nuova. Il Purgatorio è la cantica del “noi”, dei cori che cantano la propria allegrezza, dell’ascendere insieme. “Non v’accorgete voi che noi siam vermi / nati a formar l’angelica farfalla?”