"La classe operaia va in paradiso" arriva a teatro

29 gennaio 2018

“La classe operaia va in paradiso”, regia di Claudio Longhi, è la nuova produzione ERT, costruita attorno alla sceneggiatura del film capolavoro di Elio Petri, firmata con Ugo Pirro, ai materiali che testimoniano la genesi del film così come la sua ricezione (ieri e oggi), e attingendo a piccoli capolavori della letteratura italiana degli anni Sessanta e Settanta, ricomposti in una nuova tessitura drammaturgica dallo scrittore Paolo Di Paolo. Nato per rappresentare le ragioni della classe operaia, il film ebbe una vicenda critica controversa, nonostante il cast stellare, di cui erano parte Gian Maria Volonté, Mariangela Melato e Salvo Randone, e la Palma d’Oro a Cannes l’anno successivo.
Nello spettacolo, in anteprima nazionale al Teatro Storchi di Modena il 31 gennaio, Lino Guanciale interpreta “Ludovico Massa, detto Lulù, Milano, quasi Svizzera”, l’operaio che nel film del 1971 ha il volto di Gian Maria Volonté. Le vicende artistiche dei due attori, mutati i tempi, presentano alcuni interessanti analogie: Volontè esordisce in teatro, è un divo degli Spaghetti western di Leone (Lino Guanciale lo è delle fiction tv), è un sex symbol, ma soprattutto è un attore impegnato, un uomo contro. Nell’intervista, Guanciale, che è parte del gruppo teatrale che lavora con Longhi da molti anni, racconta come è nata l’idea di proporre al regista di creare uno spettacolo a partire da questo film, come ha costruito il personaggio di Lulù Massa confrontandosi anche con l’interpretazione di Volontè e come intende il suo impegno di artista e uomo.

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La Classe operaia va in paradiso

Intervista a Lino Guanciale