La Cultura dà i numeri in Emilia Romagna

29 novembre 2019

Autunno, tempo di bilanci nel comparto culturale della Regione Emilia-Romagna. Sono stati appena pubblicati i report a cura dall’Osservatorio regionale dello spettacolo, che ha monitorato domanda e offerta, sedi, e distribuzione dei finanziamenti del Fondo Unico per lo Spettacolo in Emilia-Romagna.

Il primo report, che analizza i risultati relativi alla domanda, l’offerta e la spesa al botteghino per le attività di spettacolo dal vivo (concerti, lirica, prosa e balletto) e del cinema svolte nel 2018, si basa su rilevazioni effettuate dalla SIAE, e la comparazione fra i dati regionali e quelli nazionali consente di valutare il peso percentuale dell’Emilia-Romagna rispetto al Paese. Comparazione da cui, sul fronte dello spettacolo dal vivo, risultano esiti più che positivi, dal momento che nel 2018 l’Emilia-Romagna è la terza regione italiana per numero di spettacoli, dietro la Lombardia e il Lazio, la quarta regione per numero di spettatori, e la quinta regione per partecipazione del pubblico. Per la spesa al botteghino, invece, rimane al quarto posto dietro a Lombardia, Lazio e Veneto, mentre per la spesa al botteghino pro-capite, conferma il quinto posto. Gli indicatori del cinema sia regionali che nazionali mostrano invece una situazione di stabilità per quanto riguarda le proiezioni, mentre spettatori e spesa al botteghino sono al minimo storico degli ultimi otto anni. La regione Emilia-Romagna si conferma inoltre prima regione per numero di biglietti venduti ogni 100 abitanti, oltre ad essere prima per spesa pro-capite e terzo polo nazionale per il cinema dopo Lombardia e Lazio, terza regione d’Italia per numero di spettatori.

Il rapporto sulle sedi di spettacolo offre dati altrettanto positivi, documentando nel 2018 le sedi teatrali sono 202, ben nove in più rispetto al 2015 (con il record di 49 nella sola provincia di Bologna), e che l’81 % dei teatri storici della regione (95 su 117) sono in attività e mantengono per il 70% una stagione regolare. Altro dato di particolare importanza è poi quello che testimonia di una distribuzione capillare delle sedi teatrali anche nei piccoli comuni: il 39%, infatti, sono collocati in comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, segno di una intensa presenza dell’offerta culturale su tutto il territorio, dove le proposte spaziano dagli spettacoli al coinvolgimento attivo della cittadinanza in forme di partecipazione come laboratori, seminari e corsi.

Il terzo report, la cui fonte è nei dati provenienti dalla Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo del MIBACT esamina invece i finanziamenti erogati appunto dal MIBACT attraverso il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) ai soggetti dell’Emilia-Romagna nel periodo 2015-2019, soffermandosi in particolar modo sulle assegnazioni dell’ultimo anno considerato. Nel 2019 il finanziamento complessivo ammonta a 30.275.491 euro, in crescita di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, così suddiviso: 18.730.040 euro a iniziative musicali (omprendono anche il sostegno alla Fondazione Teatro Comunale di Bologna), 7.186.275 euro ad attività di teatro, 1.905.738 euro a progetti di danza, 1.065.001 euro ad attività multidisciplinari (tra le quali sono inserite le residenze artistiche), 313.087 euro a iniziative di circo e 1.075.350 euro per sostenere progetti speciali, su esclusiva iniziativa del Ministro. La provincia che beneficia del contributo più cospicuo è Bologna, capofila anche per il numero di istanze accolte; a seguire Parma e Modena. In allegato al rapporto è stato pubblicato anche  l’approfondimento relativo ai finanziamenti da parte delle Fondazioni di origine bancaria operative in Emilia-Romagna.