La fine del mondo secondo la Piccola Compagnia Dammacco

06 novembre 2019

Poesia e ironia feroce, toni grotteschi e surreali, ma soprattutto lame taglienti capaci di sezionare i sentimenti contemporanei sotto un velo di apparente leggerezza. Sono questi gli ingredienti principali del teatro della Piccola Compagnia Dammacco di Mariano Dammacco e Serena Balivo. Autore, attore, regista e pedagogo teatrale di lunga esperienza lui, attrice lei (Premio Ubu 2017 come migliore nuova attrice), in meno di dieci anni di lavoro comune, insieme alla disegnatrice Stella Monesi hanno dato vita a un teatro che prova a rinnovare la tradizione senza liquidarla, fondato su drammaturgie originali scritte intorno a temi della contemporaneità trasfigurati, condensati in simboli e figure estremamente espressive e calati in atmosfere surreali disegnate da Monesi.

Dal 6 al 9 novembre La Soffitta di Bologna regala l’occasione di conoscere meglio questa compagnia, tra le più interessanti del panorama emergente, grazie a una personale a cura di Gerardo Guccini. Negli spazi del DAMSLab per la prima volta andrà in scena per intero, tutta di seguito, la Trilogia della fine del mondo, composta da tre spettacoli, L’inferno e la fanciulla (2014), Esilio (2016), La buona educazione (2018): tre storie tra toni allegorici e grotteschi che raccontano le crepe profonde che si aprono continuamento dentro l’anima umana a contatto con il fuori, con gli altri, ovvero tra mondo interiore e norme sociali.

Si parte il 6 novembre con L’inferno e la fanciulla, monologo (interpretato, come i due a seguire, dalla Balivo en travesti), di una bambina surreale catapultata nell’inferno della vita quotidiana e del mondo adulto, dove conoscerà la paura e l’insofferenza per l’autorità e scoprirà inaspettatamente di essere capace anche di sentimenti negativi. Il 7 novembre è invece la volta di Esilio, ritratto di un uomo impegnato in un colloquio con se stesso, dopo la perdita del lavoro, nel tentativo di ritrovare quell’identità che sembra essersi smarrita insieme alla sua occupazione e ai suoi rapporti sociali. La questione intorno a cui ruota l’ultimo lavoro della trilogia, ovvero La Buona educazione, in scena il 9 novembre, è invece quella del difficile compito della trasmissione del “saper vivere”. Protagonista è infatti una donna, una zia che ha scelto di non voler avere né marito e né figli e che si ritrova inaspettatamente e malgré soi a prendersi cura di un nipote.

Gli spettacoli, i cui testi sono pubblicati da L’arboreto Edizioni, documentano la continua ricerca della Compagnia sui legami tra la scrittura teatrale, l’attore e lo spettatore. Ne parleranno Dammacco e Balivo sollecitati da Guccini durante una presentazione al pubblico delle pubblicazioni in programma l’8 novembre. Quadrilogia nascosta è il titolo dell’appuntamento, durante il quale i due artisti leggeranno alcuni brani di L’ultima notte di Antonio, testo del primo spettacolo realizzato dalla Piccola Compagnia.

L’ingresso agli spettacoli è gratuito, previo ritiro del coupon.