La Mappa del Cuore di Lea Melandri è a Bologna

07 ottobre 2020

Dopo il debutto estivo al Festival di Olinda a Milano e al Santarcangelo Festival adesso La Mappa del Cuore di Lea Melandri torna a Bologna, città dove lo spettacolo è nato grazie alla passione di Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, produzione Ateliersì,  per una figura storica del femminismo e del movimento non autoritario italiano che tra i tanti impegni come giornalista, attivista, saggista e insegnante ha anche curato diverse rubriche di giornali come Ragazza in, Noi donne, Extra Manifesto, L’Unità e Carnet.

Proprio attraverso una indagine attorno alle lettere pubblicate nella rubrica Inquietudini da lei curata a metà degli anni ’80 per il settimanale Ragazza in, i due attori e registi hanno messo a punto un viaggio emotivo che fa risuonare le inquietudini degli adolescenti di quegli anni in quelle dei giovani di oggi. D’altronde nelle sue corrispondenze pubbliche Melandri non rispondeva mai direttamente alle domande. Alle questioni poste da lettori e lettrici, che nascosti spesso dietro nomi di fantasia come Leonessa 66, Sognatrice, Lacrima Nera, o Leone 70, richiedevano consigli per problemi di cuore, o di famiglia, o ancora di rapporto con il mondo, la giornalista non forniva soluzioni, puntando piuttosto a inquadrare il problema in una cornice più ampia, di carattere psicoanalitico, poetico e letterario, per aprire questioni di respiro generale e costruire così un confronto aperto che coinvolgesse anche tutti gli altri lettori in una sorta di social network ante-litteram.

A distanza di quasi quarant’anni, la rilettura delle lettere pubblicate dal settimanale, tra nickname e confessioni, fa emergere nitida l’immagine di una società che stava cambiando, regalando agli spettatori di oggi un tuffo in una dimensione emotiva del passato che ha davvero ancora molto da dire al presente. Complici anche gli arrangiamenti musicali di Mauro Sommavilla e Vincenzo Scorza e le vibrazioni di Simon Le Bon nella splendida voce di Francesca Pizzo, Mochi e Sismondi si fanno carico di tessere un ponte tra generazioni, raccontando in prima persona il proprio incontro con la rubrica avvenuto quando erano ragazzini, e il viaggio da adulti attraverso quelle lettere nel tentativo di seguire la “scandalosa inversione tra individuo e cultura” perseguita da Lea Melandri.

Dopo la prima bolognese, in programma l’8 ottobre alle 20.30 all’Oratorio San Filippo Neri nell’ambito della rassegna Generazioni di donne, lo spettacolo approderà ad Ateliersi dove sarà in scena dal 25 al 28 novembre.