La tragedia della Shoah. Dall’oratorio di Peter Weiss ai frammenti delle Ariette

25 gennaio 2018

In occasione della Giornata della Memoria, sabato 27 gennaio dalle 18.00 alle 22.00 in Piazza Garibaldi di Bazzano si svolge un evento ideato e diretto dal Teatro delle Ariette.

Si tratta di una nuova messinscena de “L’istruttoria. Oratorio in 11 canti”, opera teatrale del drammaturgo tedesco Peter Weiss scritta nel 1965 come atto di denuncia contro i crimini nazisti dopo che Weiss aveva assistito allo storico processo di Francoforte (dal 1963 al 1965) contro un gruppo di SS e di funzionari del lager di Auschwitz. Il processo, durante il quale furono ascoltati 409 testimoni, 248 dei quali scelti tra i sopravvissuti, rappresentò il primo tentativo da parte della Repubblica Federale Tedesca di far fronte alla questione delle responsabilità individuali imputabili ad esecutori di ogni grado attivi nel campo di sterminio. Weiss, di padre ebreo, scrisse la sua opera partendo proprio dagli atti di quel processo e l’intera drammaturgia non si discosta mai da parole realmente pronunciate nell’aula del tribunale. Tuttavia, strutturato in undici canti come un Inferno dantesco laico e contemporaneo, il dramma trascende la rappresentazione del processo e acquista la liricità di una tragedia antica. Dal canto della banchina che descrive l’arrivo ad Auschwitz dei treni piombati e la selezione dei prigionieri tra coloro che furono destinati ala morte immediata e quelli destinati all’internamento, ai canti che descrivono le installazioni del lager e la “vita” all’interno del suoi recinto – tra torture, punizioni, fucilazioni, iniezioni mortali e sperimentazioni effettuate sui prigionieri – fino ai canti che descrivono le camere a gas e i forni crematori, i girono infernali di Auschwitz sono tracciati minuziosamente, in tutta la loro drammaticità e profondità. E alle evocazioni dei fatti compiute dagli scampati si aggiungono le testimonianze dei loro carcerieri e aguzzini di un tempo, in un affresco alquanto inquietante fatto di reticenze, cinismo, menzogne, viltà, ottusità di chi è stato capace di vivere una vita quotidiana normale mentre davanti ai suoi occhi imperversava l’orrore, la disumanizzazione, il dolore programmato, la morte. Il dramma di Weiss fu rappresentato per la prima volta in ottobre del 1965, contemporaneamente in 15 diversi teatri, per poi diventare uno degli spettacoli più longevi del teatro europeo, una testimonianza eccezionale e sempre attuale che continua a emozionare il pubblico e a tenere vivo il ricordo tragico della Shoah.

Anche il Teatro delle Ariette, attraverso alcuni frammenti dell’opera di Weiss – il titolo dell’allestimento infatti è “L’istruttoria / Frammenti” – vuole stimolare una riflessione sulla universalità della tragedia di Auschwitz legata non solo al passato e alla sua memoria ma anche e soprattutto al presente, perché “Auschwitz continua ancora dentro e intorno a noi”.

Paola Berselli e Stefano Pasquini, ideatori e registi dello spettacolo, dal testo di Weiss hanno estrapolato sette testimonianze da mettere in scena sui piccoli palcoscenici, luoghi e spazi dove scorre la vita quotidiana, domestica o di lavoro, messi a disposizione per lo spettacolo: Forno Garagnani, Laboratorio Gianna, Studio Osti, Casa Trebbi-Zucchini, Sede dei Socialisti, Casa Generali, Uffici Municipio di Bazzano. Gli spettatori potranno raggiungerli da Piazza Garibaldi accompagnati dalle guide. L’ingresso ad ogni “frammento” è libero.

L’evento è stato realizzato con i partecipanti al Laboratorio Permanente di Pratica Teatrale e il Collettivo La Notte: Flavio Azolini, Stefanie Baumann, Matilde Betti, Caterina Caravita, Daniela Correggiari, Sofia Degli Esposti, Morena Diamantini, Donatella Ianelli, Riccardo Memoli, Marilena Monari Valentina Nanni, Domenico Oliva, Giuseppe Patti, Roberto, Greta Scaglioni, Pasqualina Siotto, Giovanni Zanasi.