La Traviata contemporanea di Andrea Bernard

30 aprile 2019

Fino all’8 maggio, al Teatro Comunale di Bologna va in scena La Traviata, l’ultimo titolo della cosiddetta “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi. Si tratta della ripresa, riadattata, dello spettacolo presentato a Busseto nel 2017 in coproduzione con il Festival Verdi e con la regia di Andrea Bernard, al suo debutto professionale. Sul podio, a dirigere Orchestra e Coro del Tcbo, Renato Palumbo, Cavaliere della Repubblica italiana per meriti artistici, che definisce questa Traviata “un lavoro di grande rinnovamento e di grande scoperta”. Dopo la prima di domenica 28 aprile, le repliche del melodramma sono previste per martedì 30 aprile, e poi per il 2, 3, 4, 5, 7 e 8 maggio).

L’opera verdiana – composta su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma “La Signora delle camelie” di Alexandre Dumas figlio – viene rinnovata dal giovane regista alto-atesino all’insegna della contemporaneità. Pur restando fedele alla tradizione drammaturgica dell’opera, la sua è una Traviata che racconta la società di oggi, Bernard parte da una domanda: “In un mondo sempre più individualista, è amore vero quello tra Violetta Valerié e Alfredo Germont? O è solo una situazione affettiva che egoisticamente sono portati a creare per dimostrare qualcosa a loro stessi e al resto della società in cui vivono?” E noi oggi, come Violetta e Alfredo ai tempi dei valzer, “libiamo ne’ lieti calici” dividendo tra amori superficiali il nostro”tempo giocondo”, perché tutto il resto è “follia del mondo”?

I dubbi su un “amore” basato sul puro tornaconto personale, e dunque il tema della mercificazione dei sentimenti, vengono rafforzati dall’ambientazione dell’opera: l’allestimento trasporta la vicenda in una casa di aste, luogo di ambizioni e di scambio dove tutto ha un prezzo. Le scene portano la firma di Alberto Beltrame, oltre a quella del regista; lo stesso Bernard e Daniele Naldi firmano le luci; i costumi sono di Elena Beccaro; i movimenti coreografici sono curati da Marta Negrini. Il Coro del Tcbo è istruito da Alberto Malazzi.

A vestire i panni di Violetta si alternano Mariangela Sicilia, celebrata da “Le Monde” come “un miracolo di saldezza vocale” (in scena 28 aprile e 3, 5 e 8 maggio) e Luisa Tambaro (30 aprile e 2, 4 e 7 maggio). Accanto a loro, nella parte di Alfredo, Francesco Castoro e Wang Chuanyue. Tra gli altri protagonisti: Simone Del Savio e Angelo Veccia nel ruolo di Giorgio Germont, padre di Alfredo, Aloisa Aisemberg come Flora Bervoix e María Caballero nei panni di Annina. Completano il cast Rosolino Claudio Cardile nei panni di Gastone, visconte di Letorières, Paolo Marchini in quelli del barone Douphol, Riccardo Fioratti come il marchese d’Obigny, Francesco Leone come il dottor Grenvil, Enrico Picinni Leopardi come Giuseppe e ancora Sandro Pucci nei panni di un commissionario e Raffaele Costantini in quelli di un domestico di Flora.

La prima rappresentazione della Traviata, alla Fenice di Venezia, risale al 1853 e fu un clamoroso insuccesso, soprattutto a causa della scabrosità del soggetto, troppo esplicito per quei tempi. All’epoca, il giorno seguente al fiasco, Giuseppe Verdi fece questo commento: ” Credo che l’ultima parola sulla Traviata non sia quella di ieri sera… Il tempo giudicherà”. Così è stato: oggi La Traviata è considerata l’opera più rappresentata al mondo. Il progetto del team creativo capeggiato da Andrea Bernard, e coprodotto dal Teatro Comunale di Bologna con il Teatro Regio di Parma, è vincitore (per regia, scene e costumi) dell’European Opera-directing Prize, il concorso internazionale organizzato da Camerata Nuova in collaborazione con Opera Europa.