#laculturanonsiferma. Allarmi e Rivoluzioni. Due serate con ErosAntEros

05 aprile 2020

Agganciare il teatro alla vita e fare dell’immaginazione un’arma per trasformare il reale. È la mission di ErosAntEros, compagnia fondata dieci anni fa dal regista e music designer Davide Sacco e dall’attrice e dramaturg Agata Tomsic. Ci sono anche loro nel cartellone web #laculturanonsiferma, con due spettacoli in programma su Lepida Tv ed EmiliaRomagnaCreativa lunedì 6 aprile e mercoledì 8 aprile.

Artisti di base a Ravenna, dove dal 2018 organizzano il Polis Teatro Festival per diffondere cultura teatrale e generare contaminazione tra linguaggi e nei pubblici, fin dai loro primi passi, sulle tracce di maestri come Eugenio Barba, Sacco e Tomsic seguono due piste principali: il rapporto tra voce e suono e l’indagine sulla relazione con lo spettatore. Minimo comune denominatore tematico rimane sempre lo scontro frontale con la storia recente, con la politica, con la possibilità del cambiamento, di generare rivoluzioni.

È quello che avviene il Allarmi! (6 aprile, ore 20:00) spettacolo del 2016 prodotto da ERT Fondazione, che racconta la pericolosa ascesa dei neofascismi in Europa, narrando le vicende di un gruppo di terroristi che vuole sovvertire con la violenza il potere costituito cercando proseliti in rete. Il testo del lavoro è frutto della penna di Emanuele Aldrovandi, una novità nelle abitudini drammaturgiche di ErosAntEros, che nel corpo a corpo con un autore vivente, e dunque con un testo già scritto, hanno potuto sperimentare ancora più a fondo l’innesco di dispositivi performativi a loro congeniali.

Se al centro della vicenda c’è una leader molto particolare (interpretata dalla Tomsic) che nella sua cameretta tesse il piano di una rivoluzione che consegni il suo nome all’eternità, gli altri performer, Marco Cavicchioli, Giusto Cucchiarini, Luca Mammoli e Massimo Scola sono impegnati in un gioco di scambi rapidi di personaggi, scavalcando i confini tra i piani del racconto, la finzione teatrale e i suoi retroscena con una recitazione che sfocia nella parodia.

Il secondo lavoro in programma s’intitola 1917 (8 aprile), ed è uno spettacolo poetico-musicale dedicato ai poeti che hanno cantato la Rivoluzione d’ottobre, creato su commissione di Ravenna Festival 2017 in occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre. Nell’intonare un canto che ripercorra quel tempo eccezionale, e per raccontare come quello slancio iniziale carico di speranze sia stato ben presto tradito, all’ottimismo dei versi di Majakovskij, Blok, Chlebnikov, Esenin, Pasternak e Geršenzon ErosAntEros contrappongono le sonorità tragiche dell’Ottavo quartetto di Šostakovič, dedicato dal compositore alle vittime dei fascismi e delle guerre, e forse a se stesso.

“Sole, luna, stelle, notte, aurora, sono i compagni di questo viaggio; rosso, giallo-sole-laccato, azzurro-seta-cielo, la tavolozza con cui coloriamo il concerto; per rendere attraverso la scena quel frangente in cui lo scorrere del tempo quotidiano è parso fermarsi e lasciare spazio al sogno ideale fattosi realtà, quell’incredibile momento in cui “nostra alfine sarà” è sembrato divenire “nostra alfine è”, e si e è immaginato una nuova idea di Stato che “solo adolescente: crea, inventa, prova!”. Così i due registi e autori raccontano lo spirito e i colori emotivi che pervadono lo spettacolo, per il quale hanno messo in campo tre elementi: le parole dei poeti incarnate da Agata Tomsic, le musiche eseguite dal Quartetto Noûs e rielaborate da Davide Sacco, la proiezione video delle animazioni di Gianluca Sacco. Tre linguaggi diversi che dialogano tra loro per narrare un’utopia che è sembrata poter ribaltare il mondo.