#laculturanonsiferma. Moby Dick o il Teatro dei Venti

27 marzo 2020

Con un azzardo visionario, nel 2015, il Teatro dei Venti di Modena, capitanato dal suo regista, Stefano Tè, decide di portare in scena Moby Dick di Herman Melville, uno dei più grandi romanzi della storia della letteratura. Moby Dick o il Teatro dei Venti, il film documentario di Raffaele Manco che sarà trasmesso venerdì 27 marzo alle 20:05 su Lepida TV e su EmiliaRomagnaCreativa per #Laculturanonsiferma, ripercorre le tappe della produzione dello spettacolo ed  è al tempo stesso un racconto sui sogni, le ossessioni, le difficoltà connesse alla creazione artistica, sul coinvolgimento di un’intera comunità.

Il progetto  – una macchina teatrale di otto tonnellate e tredici metri di altezza che si sposta all’interno di una piazza con cento persone tra attori e figuranti – sin da subito manifesta tutta la sua complessità che nei tre anni a seguire mette a repentaglio il  futuro stesso della compagnia.  Il film è la storia del Teatro dei Venti e della gestazione di un’opera monstre, di destini che si incrociano, di tempeste che si abbattono sulle speranze di donne e uomini. Speranze avverate però, perchè lo spettacolo vincerà il Premio Ubu 2019 per il migliore allestimento scenico, il Premio Rete Critica 2019 per la progettualità/organizzazione, Last Seen 2019 spettacolo dell’anno per la rivista Krapp’s Last Post. Lo spettacolo Moby Dick è una produzione Teatro dei Venti, co-prodotta da Juros Svente – Klaipeda Sea Festival (Lituania), con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Modena, della Fondazione di Modena, con il contributo del Comune di Dolo (VE) in collaborazione con l’Associazione Echidna.

Nel cast del film c’è tutta la Compagnia Teatro dei Venti; fotografia, riprese e montaggio sono di  Raffaele Manco; la musica è a firma di Domenico Pizzullo, Antonio Scofano; per il suono: Giovanni Corona; le illustrazioni sono di  Matias Hermo. La produzione è di Raffaele Manco  del  Teatro dei Venti. (IT,  durata 80 minuti) Raffaele Manco (Napoli 1982) ha prodotto e diretto diversi corti e documentari indipendenti. Tra i suoi lavori: “Ci vediamo presto” (Miglior Cortometraggio al Festival “Cinema e Psicanalisi 2009”), “Il colpo” sui primi esperimenti di Guglielmo Marconi, “H24-Poliziotti allo specchio” e “Il grano e la volpe”. È regista e montatore di diversi reportage per Rai, Current Tv, Sole24Ore e film-maker per programmi come Report, Presa diretta, Quante storie e La grande storia.

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