L’amore impossibile di Aci e Galatea. A Piacenza debutta un nuovo allestimento dell’opera di Händel

12 novembre 2020

Avrebbe dovuto vedere la luce il 31 ottobre la nuova produzione della Fondazione Teatri di Piacenza, ma la sospensione degli spettacoli lo ha impedito. Grazie alla tecnologia e all’uso sempre più capillare dello streaming il nuovo allestimento di Aci, Galatea e Polifemo di Georg Friedrich Händel potrà comunque debuttare, raggiungendo la platea di appassionati spettatori fin dentro casa. La première dell’opera sarà trasmessa infatti su Opera Streaming domenica 15 novembre alle 15.30. Prima esecuzione in tempi moderni della versione scritta per il Senesino (il celebre cantante settecentesco Francesco Bernardi), l’allestimento vede protagonisti il controtenore tra i più apprezzati della nuova generazione Raffaele Pe (nel ruolo di Aci), il mezzosoprano Giuseppina Bridelli (Galatea), star del repertorio barocco, e Andrea Mastroni (Polifemo), basso di fama internazionale. Maestro concertatore e clavicembalo è Luca Guglielmi, artista apprezzato per le sue interpretazioni storicamente informate, alla direzione dell’ensemble barocco La Lira di Orfeo. Dentro la cornice registica disegnata dal giovane regista Gianmaria Aliverta, che firma anche scene e costumi, immersi nelle magnifiche proiezioni video di Tokio Studio, l’eccellente cast darà nuova vita alla serenata a tre voci composta da Händel a Napoli nel 1708 (a soli ventitré anni), che ha conosciuto versioni e adattamenti per più di trent’anni, fino al 1739. La ricostruzione presentata in questa occasione, fondata su un’edizione critica a cura degli stessi Longo, Pe e Guglielmi a partire dal Ms. Egerton 2953 della British Library, propone una riflessione sullo stadio di sviluppo dell’opera tra l’ultima ripresa napoletana del 1713 e la prima versione del 1718 in atto unico realizzata a in Inghilterra. Il libretto, scritto dal napoletano Nicolà Giuvo, traspone il mito di Aci e Galatea narrato nelle Metamorfosi di Ovidio. Ambientata in Sicilia, la vicenda racconta dello sfortunato amore tra la ninfa del mare Galatea e il pastore Aci, e della gelosia del Ciclope Polifemo che arriva a uccidere il rivale. Perso il proprio grande amore, Galatea otterrà dal padre Nereo che il sangue di Aci sia tramutato in fiume, perché possa ricongiungersi al mare. I faraglioni della baia di Aci Trezza e i nove borghi che portano il nome di Aci custodiranno così le reliquie del corpo del giovane pastore. La cantata händeliana parla dunque sostanzialmente di un triangolo amoroso, che la regia sottolinea con un allestimento semplice orientato a dare il massimo del supporto alla musica. “La scenografia che ho ideato – anticipa Aliverta – è formata da una sorta di conchiglia che, aprendosi, darà vita sulle sue pareti interne ad una serie di video, di immagini che andranno a creare sia i vari luoghi, perlopiù acquatici, nei quali la vicenda si svolge, sia a rappresentare le emozioni dei protagonisti”. Si dimentichino ninfe, giganti e pastori, dunque, perché la spinta all’attualizzazione – avverte il regista – è netta. Al centro della scena, sul palco del Municipale di Piacenza, c’è infatti una semplice coppia di innamorati minacciati da un violento “stalker”.