Le contraddizioni di Rigoletto. Il capolavoro verdiano diretto da Sparvoli

22 luglio 2021

Il 23 e 25 luglio il Cortile d’Onore del Palazzo Ducale di Modena, capolavoro di architettura barocca con un magnifico loggiato a due piani, farà da cornice al Rigoletto della Fondazione Teatro Comunale di Modena allestito da Fabio Sparvoli e diretto per la parte musicale da Alessandro d’Agostini. Nell’elegante spazio di solito riservato alle cerimonie dell’Accademia Militare di Modena (che nel palazzo seicentesco ha trovato sede fin dall’Unità d’Italia), andrà in scena una versione dalle linee essenziali del celeberrimo capolavoro verdiano, tra le dieci opere più rappresentate al mondo, che aprì la strada a La Traviata e Il Trovatore, dando vita a quella che sarebbe stata poi definita Trilogia Popolare.

Scritto da Verdi alla soglia dei quarant’anni, già all’apice della sua fama di compositore, Rigoletto rappresenta  un momento di snodo fondamentale nella carriera del Maestro di Busseto e di conseguenza nella storia del melodramma. Abbandonati i grandi temi di ordine patriottico e risorgimentale, con quest’opera in tre atti composta su libretto di Francesco Maria Piave e tratta da Le roi s’amuse di Victor Hugo, Verdi si concentrò infatti per la prima volta sulla figura umana, sulle sue caratteristiche, sulle sue contraddizioni, realizzando un intenso dramma carico di sentimenti passionali, interpretando così lo spirito di un romanticismo europeo di matrice moderna. Seguendo la traccia fornita dal dramma di Hugo, Verdi mescola i due generi della commedia e della tragedia, riso e pianto, mettendo in musica la storia di un infelice padre che piange l’onore tolto alla sua figlia, deriso da un buffone di corte che il padre maledice. Maledizione che com’è noto coglierà in maniera spaventosa il buffone.

L’opera va in scena in un allestimento curato dal Teatro nell’autunno 2019 per la regia di Sparvoli, artista attivo a livello internazionale, recentemente applaudito in istituzioni quali il Teatro Colòn di Buenos Aires e il Teatro Regio di Torino. Dopo La bohème, vista a Modena nel 2019, Rigoletto viene ripreso e presentato, anche in questa occasione, nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Luciano Pavarotti, in un progetto promosso da Modena Città del Belcanto che prevede la rappresentazione delle opere liriche interpretate dal tenore in ordine di debutto. Il regista propone un allestimento dalle linee essenziali che fa risaltare le contraddizioni della figura umana così come messe in musica da Verdi. “Padre? buffone? oppresso? vendicatore? In Rigoletto c’è qualcosa di tutto ciò – dice il regista – ma proprio per questo non riusciamo a esaurire per intero la sua figura; è la prima creatura di Verdi completamente realizzata. È proprio questa mancanza d’identità che mi ha portato a pensare che tutto diventa un mezzo, una pratica, tesi al raggiungimento di una verità personale insita nella ‘rappresentazione attoriale’ del buffone”. Rigoletto sarà interpretato da Devid Cecconi, mentre gli altri interpreti principali saranno il Duca di Mantova di Stefan Pop, Gilda di Daniela Cappiello, Sparafucile di Ramaz Chikviladze e la Maddalena di Antonella Colaianni. In scena si ascolteranno anche gli artisti del Coro Lirico di Modena preparati da Stefano Colò mentre in buca suonerà l’Orchestra Filarmonica Italiana.