Le “Strade Blu” della musica

05 luglio 2018

Con 12 appuntamenti dal 6 luglio al 29 settembre torna il festival Strade Blu, un viaggio nella musica “contemporanea” di ispirazione folk blues, con ospiti internazionali che si esibiranno in diversi luoghi del territorio romagnolo.

Sul palco si potranno ascoltare alcuni tra i protagonisti più significativi di questo genere musicale, come Grant Lee Phillips, Josh Rouse e Howe Gelb, il Mali dei BKO Quintet, la Scozia tinta di blues di Emma Morton, l’America italiana di Bocephus King e Mauro Ottolini, il folklore progressivo di un’istituzione come Bandaitaliana.

L’apertura della rassegna musicale il 6 luglio, alle ore 21,30, in Piazza Matteotti a Massa Lombarda (RA), nasce dalla collaborazione tra Strade Blu ed il Riot Fest, giunto quest’anno alla quindicesima edizione, ed in particolare porterà ad esibirsi Bocephus King e Mauro Ottolini, grazie al felice incontro tra i due artisti, avvenuto sul palco del Premio Tenco, in occasione dell’anniversario dei 50 anni dalla morte del grande cantautore. Il direttore artistico del Club Tenco affidò allora ad Ottolini il compito di arrangiare diversi brani dell’artista, alcuni dei quali interpretati proprio da Bocephus. Dalla collaborazione tra questi due grandi artisti nasce un progetto esplosivo ed unico, che attraversa i generi con genialità, stravolgendo gli assiomi di tradizione e moderno.

Bocephus King, all’anagrafe James Perry, viene da Vancouver e più precisamente da Tsawwassen, una piccola cittadina dal nome indiano che si affaccia sull’Oceano Pacifico.  E’ un personaggio senza tempo, un moderno menestrello, ma soprattutto un cantautore capace di spaziare tra sonorità blues, gospel, gipsy, country, catturando il pubblico con la sua voce e il suo carisma. Assieme a lui sul palco Mauro Ottolini, trombonista, polistrumentista, compositore e direttore d’orchestra tra i più seguiti del nuovo jazz italiano. Creativo ed originale, Ottolini riesce a scrivere ed interpretare musica incredibilmente nuova e penetrante, fondendo il suono di conchiglie, strumenti musicali della tradizione sarda, o pietre sonore, con il rock più graffiante, senza dimenticare il jazz delle origini.

Il BKO Quintet, in programma domenica 8 luglio, alle 21.30, al Mic (Museo internazionale delle ceramiche di Faenza) è invece un viaggio nel cuore del Mali contemporaneo. Originale è la loro musica, che crea tessiture sonore intrecciando i suoni di strumenti come la chitarra dei Griot, il liuto a sei corde dei Donsos (cacciatori animatici di Bambaras), le percussioni ibride e gli archi n’goni, con le voci calde e vibranti degli artisti.

Il gruppo nasce nel 2012, nel quartiere di Medina Coura, a Bamako, dall’incontro di cinque affermati artisti come Ibrahima Sarr, potente percussionista, che suona con estrema facilità lo djembè;  Fassara Sacko,  dalla voce profonda e sorprendente che si distacca dalle altre; Nfali Diakité, che canta e suona i suoi donsongoni in cerimonie animiste; Abdoulaye Kone, maestro del djelingoni, che ha sviluppato uno stile psichedelico unico ed infine Aymeric Krol, unico bianco e francese del gruppo, maestro in stage internazionali di groove e tamburi.

Il loro secondo album, Mali Foli Coura, (Nuova musica del Mali), uscito a novembre 2017 per Buda Musique, è ancora più viscerale e istintivo del primo “Bamako Oggi” (2014) con le sue forti influenze rock, la trance elettrica e ritmi febbrili, tipici della musica africana.La musica del BKO Quintet è contemporanea e sorprendente, senza abbandonare le profondità rituali e mistiche dei cacciatori animisti.

La rassegna è sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna e si avvale di tante collaborazioni: da Comuni ad associazioni sensibili alla musica di qualità (Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Riot Fest, Convento di San Francesco, Comune di Alfonsine, Comune di Forlì, Comune di Fusignano, Comune di Brisighella, Associazione Po.rti, Associazione Amici di Don Giulio, Festa di San Michele di Bagnacavallo.