“Lungs”, il respiro della generazione liquida

31 ottobre 2018

La nuova drammaturgia inglese, la coppia contemporanea, l’etica ecologista dei nostri anni 2000, due giovani interpreti talentuosi, una scena nuda e le battute a perdifiato. Ecco gli ingredienti di Lungs, spiazzante pièce  frutto del talento del giovane ma già pluripremiato Duncan Macmillane, drammaturgo inglese che ha conquistato i teatri britannici e statunitensi per l’originalità della scrittura e della struttura drammaturgica.

Per il teatro italiano Lungs è stata tradotto da Matteo Colombo e prodotto da Fondazione Teatro Due di Parma , diretto con efficace essenzialità da Massimiliano Farau. Sarà in scena, nella Piccola Sala del Teatro Due, alle 20.30 venerdì 2 e sabato 3 novembre e da martedì 6 a sabato 10 novembre, mentre domenica 4 novembre lo spettacolo ha inizio alle 16.00.

Il titolo, in italiano “polmoni”,  stigmatizza un refrain nella vertiginosa successione di dialoghi dei due protagonisti – interpretati da Sara Putignano e Davide Gagliardini – due trentenni come tanti che analizzano i pro e i contro della scelta di avere un bambino, tra le incertezze del presente e la paura del futuro. Si delinea così un ritratto di una storia d’amore qualunque, appassionata e brutalmente onesta, che dà voce a una generazione per la quale l’incertezza è un modo di vivere, un ambiente liquido in cui fluttuare in due.

Ma i due giovani non si limitano a valutare se stessi, la propria capacità di assumere le responsabilità genitoriali: discutono di catastrofi ecologiche e crisi finanziaria,  sovraffollamento del pianeta e instabilità politica. Le dinamiche relazionali e la discussione amorosa aprono allora una finestra sulla contemporaneità, dove i “polmoni” del titolo sono al contempo reali e metaforici, rappresentano una generale e globale “mancanza di ossigeno” di questo inquinatissimo e ansiogeno mondo e un altrettanto generale bisogno di “tirare il fiato”, sottrarsi cioè per un attimo ai ritmi forsennati e riflettere sulla salvezza del pianeta e sulla necessità di assicurare alle future generazioni un’aria respirabile.

Il dialogo della coppia, materia prima dello spettacolo, rende superflua la scenografia: i due protagonisti si muovono su un palcoscenico spoglio, fra delusioni, rotture e riconciliazioni, lungo le contorte traiettorie mentali di una difficile scelta e delle sue conseguenze. Eticamente rigorosi e determinati a fare la scelta giusta, ma – come sottolinea Massimiliano Farau – “di fronte alla loro coscienza, il primo dubbio che sorge nell’ascoltatore è se questa non copra la paura di diventare adulti, di confrontarsi con un impegno definitivo che richiede di amare un essere che ancora non esiste. E’ questa l’incertezza più radicale nei protagonisti; la loro capacità di amare però, scopriranno e scopriremo, è più grande e tenace di quanto potessero immaginare”.