MACBETH INAUGURA IL FESTIVAL VERDI 2018

24 settembre 2018

È Macbeth, nella prima versione composta da Verdi nel 1847 a inaugurare, il 27 settembre al Teatro Regio di Parma, la nuova edizione del Festival Verdi, in un nuovo allestimento firmato da Daniele Abbado la cui regia ha inteso illuminare, come lui stesso ha sottolineato, le risonanze tra l’opera shakespeariana e quella verdiana.

Era appunto il 1847, infatti, quando l’impresario Alessandro Lanari commissionò a Giuseppe Verdi un’opera da mettere in scena al Teatro di via della Pergola di Firenze. La scelta cadde sulla tragedia del re scozzese, una delle più note e rappresentate tra quelle del massimo drammaturgo inglese, notoriamente molto amato dal maestro italiano. Alla stesura del libretto, sul canovaccio preparato dallo stesso Verdi, fu chiamato Francesco Maria Piave, con interventi di Andrea Maffei. L’opera, un melodramma in quattro parti, andò in scena il 14 marzo dello stesso anno, proprio nella versione presentata al Festival Verdi 2018.

La tragedia del potere, ovvero della sete di potere che cinge e stritola in una spirale mortifera Macbeth, la sua Lady, la corte e tutta la nazione, costituiva infatti un’occasione perfetta per sondare, attraverso la musica, il lato più oscuro dell’animo umano, scavando a fondo nella psicologia di personaggi divorati da buchi neri da loro stessi generati. Quei buchi neri posti ora al centro di un disegno registico che, con il contributo dei costumi di Carla Teti, delle luci di Angelo Linzalata e dei movimenti coreografici curati da Simona Bucci, dà vita un mondo costantemente immerso nella nebbia, da cui emergono apparizioni, allucinazioni, drammatiche e a volte quasi carnascialesche, approdando, alla fine dell’opera, “all’immagine di una natura ostile, pietrificata nell’assenza d’amore. Assenza di Dio”, anticipa il regista.

A dirigere la partitura, nell’edizione critica curata da David Lawton, il Maestro Philippe Auguin, che sale sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, dell’Orchestra Giovanile della Via Emilia e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Accanto a Luca Salsi, che interpreterà il ruolo di Macbeth, a Michele Pertusi, nei panni di Banco, alla Lady Macbeth di Anna Pirozzi e al Macduff di Antonio Poli, nel cast figurano Matteo Mezzaro (Malcom), Gabriele Ribis (Il medico), Alexandra Zabala (La dama di Lady Macbeth), Giovanni Bellavia (Sicario, Il domestico di Macbeth, prima Apparizione), Leonardo Maria Decarolis, Rebecca Mattina, Marco Nadotti, Anna Giada Vaccaro (seconda e terza Apparizione), mentre nella recita del 18 ottobre Macbeth sarà interpretato da Vladimir Stoyanov, Lady Macbeth da Davinia Rodriguez e Macduff da Giovanni Sala al suo debutto nel ruolo.

Dopo la serata inaugurale del 27 settembre alle 20, trasmessa anche in diretta televisiva su Rai5 e in diretta radiofonica su Radio3, lo spettacolo replica il 5, 11 e 18 ottobre, sempre alle 20; ma l’incontro con l’opera, per i più appassionati, comincia già prima, il 24 settembre alle 17 al Ridotto del Teatro Regio, grazie a Prima che si alzi il sipario. Prima del debutto, infatti, il direttore Philippe Auguin e il regista Daniele Abbado racconteranno caratteristiche e retroscena del lavoro per il nuovo allestimento in un incontro, a ingresso libero, curato dallo storico della musica Giuseppe Martini, che metterà in luce gli aspetti salienti dell’opera con l’esecuzione dal vivo di alcuni brani interpretati dal soprano Somi Kim, il tenore Ha Taesun e dal baritono Chi Hoon Lee, allievi del Conservatorio di Musica ‘Arrigo Boito’ di Parma, accompagnati al pianoforte da Stefano Giannini e coordinati da Donatella Saccardi.

Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna, Parma2020 la cultura batte il tempo.

L’immagine esclusiva del Festival è il ritratto di Giuseppe Verdi realizzato a matita da Renato Guttuso negli anni ’60, donato al Teatro Regio di Parma dall’Archivio storico Bocchi e concesso da Fabio Carapezza Guttuso ©Renato Guttuso by SIAE 2018.