Il Maestro e Margherita. Il Diavolo di Riondino inaugura la stagione del Duse

08 ottobre 2019

“Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”: così Eugenio Montale definì Il Maestro e Margherita. Da pochi romanzi, d’altronde, emerge un affresco dell’umanità vivido quanto quello consegnato da Michail Bulgakov. Con la sua forza perturbante e i suoi tanti registri, l’opera, capolavoro della letteratura novecentesca, ha segnato l’immaginario di intere generazioni di lettori. “In questo romanzo – ha scritto infatti il regista Andrea Baracco, che ne firma ora una versione teatrale – basso e alto convivono costantemente creando un gioco quasi funambolico, pirotecnico, in cui ci si muove sempre sulla soglia dell’impossibile, del grottesco, della miseria e del sublime. A volte si ride, a volte si piange, spesso si ride e piange nello stesso momento. Insomma, in questo romanzo si vive, sempre”.

Stesse premesse per lo spettacolo, dunque, che aprirà la stagione del Teatro Duse di Bologna dall’11 al 13 ottobre alle 21 (domenica alle 16). Merito naturalmente del romanzo e della regia che lo reinterpreta, ma anche della riscrittura di Letizia Russo, che ha creato un meccanismo di moltiplicazione dei registri e dei ruoli, tutto fondato sulla potenza dell’immaginazione e dell’evocazione, e di un cast eccezionale. Nel ruolo di Satana, ovvero del diavolo, della seduttiva figura di Woland, c’è infatti Michele Riondino, che diventa un mattatore della scena d’altri tempi, nei panni del diabolico clown. Con lui sul palco Francesco Bonomo nel duplice ruolo del Maestro e di Ponzio Pilato e Federica Rosellini nelle vesti di Margherita.

La storia è quella nota dell’amore tra uno scrittore, il Maestro appunto, perseguitato politicamente dalle autorità sovietiche, e la sua giovane amante segreta Margherita, disposta a tutto pur di riconquistare l’amore del Maestro quando quest’ultimo la lascerà. Ad aiutarli sarà Woland, il quale però, con la complicità della sua cricca di aiutanti, non condurrà i due innamorati verso la luce, bensì nell’oscurità degli inferi. Alla vicenda moscovita s’intreccia una seconda storia, che rievoca gli avvenimenti accaduti a Gerusalemme durante il periodo al tempo del procuratore romano Ponzio Pilato.

A interpretare i tanti ruoli della “sarabanda demoniaca” guidata da Riondino, Giordano Agrusta, Carolina Balucani, Caterina Fiocchetti, Michele Nani, Alessandro Pezzali, Francesco Bolo Rossini, Diego Sepe e Oskar Winiarski. Le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Simone De Angelis mentre a firmare le musiche originali è Giacomo Vezzani.