“Maestro sarà lei! Ovvero i tormenti del giovane Gershwin”

29 agosto 2018

Un concerto insolito e in prima assoluta attende i frequentatori di Emilia Romagna Festival che, nella sua veste estiva, si avvia alle battute finali. Si tratta di: “Maestro sarà lei! Ovvero: I tormenti del giovane Gershwin”, che narra i tentativi del musicista americano di entrare nell’Olimpo della musica colta. Lo spettacolo, a ingresso libero, vede in scena il pianista Fiorenzo Pascalucci, affiancato dalla voce recitante del grande critico musicale e giornalista Stefano Valanzuolo, venerdì 31 agosto alle ore 21.00, nel Cortile di palazzo Tozzoni a Imola (BO).

La storia parte da un fatto realmente accaduto. Nel giorno del 53° compleanno di Maurice Ravel fu organizzata una grande festa a New York. In quell’occasione Ravel rimase affascinato dall’esibizione al pianoforte del giovane George Gershwin e in particolare dal brano Rapsodia in blu. Da allora tra i due si instaurò una proficua collaborazione confondendo i confini tra maestro e allievo: mentre Gershwin introduceva Ravel ai piaceri del Cotton Club e del Savoy Ballroom, Ravel si rifiutava di dare lezioni di composizione al giovane americano, ritenendo che non ne avesse bisogno. Una brutta notizia per Gershwin, nonostante l’attestato di stima da parte di Ravel, poiché cercava di accreditarsi al di fuori musicalmente al di fuori dai limiti imposti dal jazz, e dalla sua accezione “popolare”. Qualche anno dopo, anche Schönberg preferì non soddisfare la richiesta del collega americano, che era già da allora il compositore più ricco del mondo. Gershwin, cercò così tutta la vita di raggiungere chiunque potesse dargli quella sacra investitura, quella patente di “Maestro” di cui aveva assolutamente bisogno.

L’autore del testo e voce recitante di questa storia è Stefano Valanzuolo, decano del giornalismo italiano e critico musicale di primo piano, che ha scritto  sulle pagine del Mattino, poi sul mensile Sistema Musica e su Alias – il Manifesto,  con collaborazioni importanti come quelle per i programmi Radio3 Suite e WikiMusic.  Valanzuolo, coautore della guida “I luoghi della Musica” (TCI,2005)  pubblica  anche saggi, note di copertina e di sala per le principali istituzioni musicali italiane. È stato direttore del Ravello Festival e fondatore del MozArt Box. Il suo desiderio di sperimentare lo ha portato ultimamente a collaborare con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli per lo sviluppo di nuovi progetti musicali. Su questa linea, ha esordito con numerosi libretti teatrali, tra i quali “Il labbro della lady”, “Forse non sarà domani” con Rocco Papaleo, “The Fool on the Hill” (2012), con Michele Riondino, Alessandro Haber e la Filarmonica Toscanini. Di recente ha debuttato, ad Asti, con lo spettacolo “Qualche estate fa”, con Claudia Gerini e Solis String Quartet. Tra le sue numerose attività troviamo anche l’insegnamento delle “Tecniche della Comunicazione”, presso i Conservatori di Benevento e di Napoli, e il corso di “Progettazione e Organizzazione dello Spettacolo Musicale” presso il Conservatorio di Benevento.

A sottolineare il racconto di Valanzuolo  su palco è il pianofororte di Fiorenzo Pascalucci,  musicista pluripremiato e riconosciuto a livello internazionale. Nel 2016 ha ricevuto il prestigioso Premio “Giuseppe Sinopoli” istituito dalla Presidenza della Repubblica italiana ma già nel 2008 aveva vinto il XXV Concorso Pianistico Nazionale “Premio Venezia”, che lo aveva lanciato a livello internazionale, in una carriera ricca di successi e riconoscimenti. Tra questi anche la targa d’argento del Senato della Repubblica e la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Fiorenzo Pascalucci sì è esibito con le maggiori orchestre in tutto il mondo. E’ impegnato anche in azioni umanitarie, come volontario dell’associazione “Donatori di Musica”, per la quale si esibisce in ospedali, policlinici e centri di ricerca. Dal 2012 è docente di pianoforte principale presso il Conservatorio statale di musica “U. Giordano” di Rodi Garganico (FG).

Il programma musicale comprende brani di Maurice Ravel ( Pavane pour une infante défunte ,1899, e Jeux d’eau, 1901), di Arnold Schönberg (Mässige Viertel, da Tre pezzi op. 11, 1909), di Igor Stravinskij (Piano-Rag-Music ,1919), di Claude Debussy (Golliwogg’s cake-walk da Children’s Corner L.113, 1907) e ovviamente di Gershwin stesso (Andante con moto e poco rubato da Three Preludes, 1926, la mitica Rhapsody in Blue  in versione per piano solo, 1927, An American in Paris, elaborazione di F. Pascalucci dalla trascrizione per piano solo di William Daly, 1929, The man I love ,1924, I got rhythm ,1930).

 

Video

Rhapsody in Blue per piano solo by Pascalucci