Matria. Una rassegna sulla maternità ispirata dal lavoro di Lola Arias

29 settembre 2021

Argentina di nascita e berlinese di adozione, Lola Arias è una delle registe più apprezzate nel mondo della ricerca artistica e performativa, esploratrice eccellente delle più interessanti possibilità di intersezione tra arte e attivismo e di coinvolgimento delle comunità in creazioni collettive. Segni distintivi, questi ultimi, anche di Atlas of Transitions Biennale, rassegna realizzata nell’ambito di un progetto internazionale promosso da ERT Fondazione che dal 2018 riflette sugli intrecci tra arti, migrazioni e cittadinanze. Dopo il rinvio dello scorso anno dovuto alle chiusure imposte dalla pandemia, l’ultimo atto del progetto bolognese, ovvero il debutto di Lingua Madre, nuovo lavoro di Arias, arriva finalmente sul palcoscenico dell’Arena del Sole, con repliche dal 5 al 14 ottobre, incastonato di una rassegna di più ampio respiro lunga ben sedici giornate (dal 29 settembre al 14 ottobre) dedicata agli immaginari della maternità contemporanea.

Nato da un’indagine di teatro documentario durata due anni, con il coinvolgimento di associazioni e abitanti, studiose e attiviste, doule e medici, operatrici sociali e avvocatesse, Lingua Madre (primo lavoro di Arias nato in Italia, prodotto da ERT / Teatro Nazionale) è una drammaturgia che indaga sul tema caldissimo della maternità a partire da storie vere che rivelano contraddizioni, vuoti legislativi e la complessità di un’esperienza extra-ordinaria: “Nelle ricerche condotte per lo spettacolo – spiega Lola Arias – sono stati intervistati esperti in fecondazione assistita, ostetriche, avvocati, antropologi, attiviste femministe, attiviste anti-aborto, madri lesbiche che lottano per il riconoscimento dei figli, madri migranti che hanno dovuto lasciare i propri bambini per prendersi cura degli altri, madri adolescenti senza sostegno sociale, madri transessuali, famiglie che hanno scelto la gestazione per altri, famiglie che hanno atteso anni per adottare, donne che hanno dovuto mentire per accedere ai trattamenti per la fertilità, donne che si prendono cura temporaneamente dei neonati prima dell’adozione, persone intersessuali che combattono per rimanere incinte, donne che scelgono di non avere figli. Le conversazioni hanno rivelato che tutte le esperienze non sono una questione privata ma spazi di lotta”. Nove sono gli abitanti, di cui otto in scena, che hanno condiviso il percorso lavorando a strettissimo contatto con la regista in questo arco temporale. Le musiche sono di Meike Clarelli e Davide Fasulo, che hanno affiancato il lungo periodo di produzione.

A partire da questo spettacolo si dipanerà nella città un’ampia rassegna di appuntamenti che sotto il titolo di Matria esplorerà il tema della maternità contemporanea viaggiando tra teatro, cinema, letteratura e arte pubblica. Si parte il 29 settembre al DAMSLab (e in diretta streaming) con un dialogo tra la regista argentina e Piersandra Di Matteo, curatrice e dramaturg dello spettacolo, introdotto da Gerardo Guccini. Il 3 ottobre al Cinema Lumière si potrà vedere invece Theatre of war, film di Arias in cui si racconta l’incontro di tre veterani argentini e tre veterani inglesi 35 anni dopo la guerra delle Malvinas /Falkland. Sempre al Lumière, il 6 ottobre si potrà poi vedere I nove mesi dopo di Maria Grazia Contini, Paolo Marzoni e Vito Palmieri, documentario che dà voce alla sofferenza che tante mamme vivono nei nove mesi successivi al parto, mentre il 10 ottobre viene proiettato Maternal di Maura Delpero, storia di due ragazze madri argentine che confondono il loro destino con quello di una suora italiana in una casa-famiglia religiosa.

Gli appuntamenti teatrali proseguono invece dall’8 all’11 ottobre al Teatro San Leonardo con lo spettacolo MADRE di e con Ermanna Montanari, il disegnatore Stefano Ricci e il musicista Daniele Roccato, dal poema scenico di Marco Martinelli, un dittico composto da due monologhi, di una madre e un figlio, che oscilla tra italiano e dialetto romagnolo. Il 13 e 14 ottobre all’Arena del Sole, Sonia Bergamasco presenta Lettera a una madre, riduzione teatrale, prodotta da ERT, del libro Splendi come vita (edito da Ponte alle Grazie) di Maria Grazia Calandrone, mentre il 12 ottobre alla Biblioteca Salaborsa è in programma un dialogo tra Calandrone e altre due scrittrici, Gaia Manzini e Giulia Caminito, con la storica transfemminista Valentina Greco. Si conclude il 14 ottobre all’Arena del Sole con un incontro con la filosofa femminista Rosi Braidotti, riferimento a livello mondiale negli studi postumani, che si confronta con Rita Monticelli, professoressa ed esperta di Gender Studies e Coordinatrice del Master GEMMA e Angela Balzano, ricercatrice e attivista: una riflessione intorno alla procreazione nelle sue diverse forme. Da segnalare infine l’intervento di arte urbana di CHEAP street poster art che fa da cornice alla rassegna con il progetto HER name is revolution firmato da Rebecca Momoli, e l’avvio del laboratorio Venire al mondo – Condivisione di esperienze della Scuola delle Donne e LAMINARIE/DOM La Cupola del Pilastro che proseguirà per tutto l’anno.