I Miserabili parlano al presente

18 febbraio 2020

L’ex galeotto Jean Valjean,  figura angelico-faustiana divenuta simbolo universale del riscatto dei reietti. Accanto a lui l’impenetrabile ispettore Javert, il suo persecutore, e il generoso vescovo Myriel, e il viscido e crudele Thénardier, e Fantine, Cosette, Marius, Gavroche. Sono loro i personaggi principali della sterminata sinfonia umana de I Miserabili,  capolavoro di Victor Hugo ambientato nella Parigi della post-Restaurazione, con le sue tensioni e i suoi drammi sociali. Dolore, dignità, perfidia, spietatezza, compassione, grazia, redenzione, bontà, giustizia: tutti i grandi temi universali incarnati dall’opera di Hugo  la assegnano alla storia di ogni tempo e all’intero genere umano, oltre che alla migliore letteratura occidentale. Ora questo romanzo immenso – “un fiume in piena di cui noi restituiremo un’onda o poco più” scrive il regista Franco Però – è in arrivo sui palcoscenici di Bologna e di Ravenna, al Teatro Duse dal 21 al 23 febbraio e al Teatro Alighieri dal 24 al 27 febbraio. L’adattamento teatrale è firmato dallo scrittore Luca Doninelli. “Quella di portare I Miserabili sulle tavole di un teatro – scrive Doninelli – è un’impresa sicuramente temeraria, una sfida. I miserabili sono ciò che sta oltre il terzo e il quarto stato, rappresentano l’umano nella sua nudità: spogliato non solo dei suoi beni terreni, ma anche dei suoi valori, da quelli etici fino alla pura e semplice dignità che ci è data dall’essere uomini”. E così oggi, mentre assistiamo all’inesorabile ampliarsi della forbice tra i molto ricchi e i molto poveri, tra chi fa parte del consorzio sociale e chi invece vive ai margini, il romanzo di Hugo può essere declinato al presente e la riscrittura di Doninelli farsi occasione di analisi, e di critica, della contemporaneità. “Il nostro presente – aggiunge Doninelli – è pieno di uomini così: i poveri, coloro che non hanno niente, che non possono contare sul futuro, che non hanno scorte da consumare e possono sperare solo nella piccola fortuna che potrà garantire loro un altro giorno, un’altra ora. In questa terra di nessuno, buoni e cattivi si mescolano, non ci sono valori che li possano distinguere: solo fatti, casi, eventi. Come quello in cui s’imbatte il forzato Jean Valjean, la cui vita viene segnata come da un marchio a fuoco dall’incontro con un’insperata, inimmaginabile bontà…”. Nei panni di Jean Valjean, fulcro e motore di questa vicenda fatta di miseria e ingiustizia sociale, e di ribellione, amore e redenzione, troviamo Franco Branciaroli. “Un personaggio monstre aveva bisogno di un attore altrettanto monstre”, sottolinea Franco Però e spiega di averlo scelto “per la sua bravura, la sua generosità e la sua capacità di essere fuori dalle regole, fuori dagli schemi, com’è Jean Valjean, che è tutto: un santo e anche un vero galeotto”. Accanto a Branciaroli, il cast annovera Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos e Valentina Violo. L’allestimento si avvale dei costumi di Andrea Viotti, delle scene di Domenico Franchi, delle luci di Cesare Agoni e delle musiche di Antonio Di Pofi. La produzione riunisce il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, il Centro Teatrale Bresciano e il Teatro De Gli Incamminati, compagnia fondata da Giovanni Testori di cui fa parte anche Franco Branciaroli, legato a Testori in uno storico quanto memorabile sodalizio artistico. La durata dello spettacolo è di 2 ore e 45 minuti (l’intervallo compreso). L’inizio alle 21 venerdì e sabato e alle 16 domenica al Teatro Duse di Bologna, alle 21 tutte le sere al Teatro Alighieri di Ravenna. A Ravenna lo spettacolo è inserito anche nel progetto Teatro No Limits e per la replica del 27 febbraio sarà audio-descritto per i non vedenti e gli ipovedenti (per loro l’ingresso è gratuito, mentre ai loro accompagnatori sono riservate riduzioni). Martedì 25 febbraio, alle 18, nella Sala Corelli del Teatro Alighieri la compagnia incontrerà il pubblico in dialogo con il critico teatrale Andrea Porcheddu.