Moby Dick è per strada

30 maggio 2018

Arriva Moby Dick per le strade di Modena, in piazza Roma, il 6 giugno alle 19,30, con l’anteprima nazionale della nuova produzione del Teatro dei Venti,  liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Herman Melville, con l’adattamento drammaturgico di Giulio Sonno. L’ideazione e la regia sono di Stefano Tè. Lo spettacolo sarà poi in prima nazionale al Festival Concentrico di Carpi il 16 giugno alle 21.00.

La storia del capolavoro di Melville è nota: è quella del viaggio della baleniera Pequod, nave condannata ad essere affondata da una balena gigante chiamata dai marinai Moby Dick. La nave è comandata dal capitano Achab, personaggio cupo impregnato di una smisurata sete di vendetta, all’inseguimento dell’immensa balena bianca per colpa della quale in un precedente viaggio aveva perso una gamba. Al centro del romanzo il dilemma dell’ignoto, della sfida e dell’umana possibilità di riscatto, dilemma interiorizzato attraverso le emozioni che spaziano dalla paura e dal terrore alla speranza e allo stupore. Nell’avventuroso viaggio e nella snervante attesa dell’incontro con il cetaceo, abbondano anche riflessioni (scientifiche, religiose, filosofiche, artistiche) sui limiti umani, sulla verità e sulla giustizia. Nell’insieme, l’io narrante del romanzo – di nome Ismaele – alter ego dell’autore e  nel plot il marinaio unico superstite della caccia dal finale catastrofico, trasforma il viaggio della baleniera in un’allegoria della condizione umana. Moby Dick è, come scrive Cesare Pavese nell’introduzione al romanzo con la sua traduzione, “l’allegoria della spasmodica ricerca, della sete di conoscenza e di vendetta, del rapporto tra bene e male, della ferocia e forza devastante della natura e dell’uomo”.

Il racconto melvilliano diventa dunque uno spettacolo/evento che porta nella piazza modenese la nave del capitano Achab, assieme alla sua ossessione per la Balena bianca e all’intero equipaggio bramoso di riconoscimento sociale e in questa scena a cielo aperto interpretato da Alessio Boni, Oksana Casolari, Marco Cupellari, Daniele De Blasis, Alfonso Domínguez Escribano, Federico Faggioni, Talita Ferri, Francesca Figini, Davide Filippi, Hannes Langanky, Alberto Martinez, Amalia Ruocco, Antonio Santangelo, Felix Pacome Tehe Bly, Mersia Valente, ed Elisa Vignolo. E non solo: agli attori – e ai musicisti, acrobati e tecnici, per un nucleo di 25 artisti – si aggiungono altri novanta partecipanti/marinai, perché nel misurarsi con questo classico della letteratura mondiale il Teatro dei Venti entra in relazione con la comunità locale e integra nello spettacolo 30 bambini del Centro di formazione teatrale, 30 anziani, 15 detenuti delle carceri di Modena e Castelfranco Emilia e 15 richiedenti asilo.

Basato sulla contaminazione dei linguaggi (da occidente ad oriente) e sull’attenzione agli spazi urbani, con l’uso di macchine teatrali di grande impatto scenico, l’adattamento del romanzo recupera alcune delle voci che animarono la scrittura di Melville (si potranno riconoscere echi dalla Bibbia e dal Faust di Goethe, nelle traduzioni di Ceronetti e Fortini) e restituisce così il respiro iniziatico del viaggio a bordo della Pequod. E la leggendaria nave di Achab, nelle scenografie di Dino Serra realizzate in collaborazione con il Teatro dei Venti, diventa un carro-palco, al contempo arca, porto e relitto. Le macchine di scena sono realizzate da Dino Serra e Massimo Zanelli, firmatari anche della scenotecnica. I costumi, a cura di Teatro dei Venti, portano le firme di Luca Degl’Antoni e Beatrice Pizzardo. Il disegno luci è di Alessandro Pasqualini. Infine, un altro dettaglio affascinante: l’ambientazione marinaresca ed epica del romanzo di Melville incontra anche i suoni arcaici delle botti (come percussioni) della tradizione campana. La direzione musicale è di Luca Cacciatore, Igino L. Caselgrandi e Domenico Pizzulo, l’audio di Nicola Berselli e Andrea Generali.

Si legge nelle note di drammaturgia: “Moby Dick è un’illusione. Tutti credono di sapere cosa sia eppure nessuno lo sa. Se ne parla. È una balena? Un capodoglio? Un mostro bianco? Pochissimi in realtà hanno letto il romanzo fino in fondo: quasi tutti a un certo punto abbandonano. La natura del libro infatti è assai diversa da ciò che film, illustrazioni e antologie raccontano. Pagina dopo pagina la vicenda deraglia dai binari dell’azione, la furia del Capitano Achab esonda i sentimenti della vendetta, la sua caccia impossibile assume un respiro metafisico, e il lettore, confuso, si smarrisce: qualcosa non torna. Cosa? La meta di questa impresa. Perché un gruppo di uomini decide di mettersi in viaggio? Se Melville trasse ispirazioni dalla sua esperienza diretta su una baleniera, dai racconti di mare e dalla letteratura occidentale, egli si nutrí altresí di quel nascente spirito americano che sognava la democrazia. Si può costruire un nuovo modello di società o la massa («the Mob») è condannata alla sopraffazione? Moby Dick diventa allora il «genio della folla», la sintesi impossibile, il leviatano spietato di Hobbes che divora il trascendentalismo di Emerson. Ma per quanto ogni civiltà sia destinata a scomparire tra le ruote della storia, la tensione al viaggio sempre sopravvive, sempre un giorno un gruppo sparuto di uomini deciderà di spingersi su acque incerte per scoprire se un altro modo di vivere sia possibile. Così la caccia di Moby Dick diventa l’inseguimento di un’illusione… Il celebre incipit in fondo è un invito al teatro: call me Ishmael, come a dire, facciamo che oggi sono Ishmael e vi racconto una storia, facciamo che un sogno di umanità torni a rivivere, facciamo che quest’illusione domani diventi realtà”.

Lo spettacolo Moby Dick, realizzato in co-produzione con Klaipeda Sea Festival (Lituania) e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Modena, in ordine di tempo è l’ultimo progetto del Teatro dei Venti e diventa una sintesi del lavoro sviluppato dalla compagnia fin dagli esordi: l’utopia del teatro inserito negli spazi urbani e a contatto con le comunità.

L’ingresso in piazza per lo spettacolo è gratuito.

Video

Intervista a Stefano Tè

Arriva Moby Dick || Cosa ha in cantiere il Teatro Dei Venti? Lo racconta il regista Stefano Tè nell'intervista realizzata a Cant'ieri Festival17 di di Travo (Pc), dove la compagnia modenese era in residenza nell' agosto 2017