“Natura Dèi Teatri”, il festival estivo di Lenz Fondazione

20 giugno 2017

Diretto da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto di Lenz Fondazione, il festival internazionale di performing arts “Natura Dèi Teatri” giunge alla ventiduesima edizione e allarga il proprio orizzonte, prevedendo una sezione estiva dedicata ai nomi più interessanti della ricerca artistica italiana e una sezione autunnale dal respiro internazionale. In apertura della stagione estiva, dal 20 giugno all’1 luglio, lo storico festival riempirà di teatro, musica, danza, video e performance gli spazi di Lenz Teatro ma anche altri luoghi storici e monumentali di Parma, portando così a compimento il progetto, dedicato all’artista visivo Richard Serra e collocato nel triennio 2015-2017,  incentrato su una triade di temi concettuali (Porte – Punto cieco – Scia) e con un campo di indagine orientato sul macrotema della Materia del Tempo nei linguaggi della creazione contemporanea.

“Scia” è il titolo e la suggestione dell’edizione di quest’anno. “Solo il deserto lascia scie durature, tracce visibili fino al prossimo forte vento, fino alla prossima tempesta di sabbia – suggeriscono i direttori artistici di Lenz. – La scia traccia il tempo, la durata dell’opera d’arte e la potenza del suo corpo nell’attraversare lo spazio, la forza della sua corsa… Nel caso di Scia, pensiamo a un deserto di sabbia che possa tracciare i diversi passaggi, le orme delle corse creative degli artisti ospiti e nostre. Gli spazi da attraversare saranno diversi, tra monumento storico e vie urbane, tra edificio teatrale e museo contemporaneo, ognuno trasformato nel proprio deserto creativo nel quale incidere scie di pensiero e di materia artistica. Fino alla prossima tempesta.”

L’edizione 2017 di “Natura Dèi Teatri” si aprirà con l’avvio dell’imponente progetto biennale di Lenz Fondazione dedicato alla Divina Commedia di Dante Alighieri e suddiviso in tre site-specific performativo-musicali ispirati alle tre cantiche dantesche, che saranno realizzate in tre luoghi significanti della città di Parma con l’obiettivo di una valorizzazione culturale e artistica della città. Si comincia con il Purgatorio; l’Inferno è programmato per l’anno prossimo e il Paradiso sarà realizzato in autunno nell’ambito del Festival Verdi e collocato al Ponte Nord. Il “Purgatorio” invece debutterà alla Crociera dell’ex Ospedale Vecchio – Archivio di Stato martedì 20 giugno, alle 22.00, con repliche fino all’1 luglio (alle 22.00 il 21, 24, 28 e 30 giugno; alle 22.30 il 22, 27 e 29 giugno e 1 luglio). Realizzato con il patrocinio del Comune di Parma e la collaborazione del Coordinamento delle Compagnie Dialettali della città, lo spettacolo si avvarrà della musica e installazione sonora di Andrea Azzali e vedrà in scena Valentina Barbarini, Fabrizio Croci, Paolo Maccini, Franck Berzieri e Delfina Rivieri insieme alle attrici e agli attori delle Compagnie dialettali di Parma Roberto Beretta, Sonia Iemmi, Ylenia Pessina, Mirella Pongolini, Cesare Quintavalla, Silvia Reverberi e Valeria Spocci.

“Proporre una profonda riflessione su architettura, comunità e cultura, tramite un’indagine drammaturgica e installazioni performative site specific – precisa Maria Federica Maestri, che di “Purgatorio” cura la regia e l’installazione – significa collegare idealmente due periodi fondamentali della storia di Parma. Ricercare l’origine e specchiarla nel contemporaneo è sempre da stimolo per sentirsi parte di una grande tradizione e di un presente che possa esserne all’altezza. Edifici monumentali attraversati da monumentali opere letterarie, teatrali, musicali nelle forme artistiche più avanzate. Il grande monumento poetico di Dante rifrange la condizione umana e artistica degli attori sensibili del teatro di Lenz Fondazione nei luoghi della costrizione dolorosa, del teatro sospeso, dell’illusione.”

Il Teatro delle Moire e Alessandro Bedosti saranno ospiti di Natura Dèi Teatri giovedì 22 giugno, alle 21.00 nella Sala Est di Lenz Teatro, e presenteranno “Vous êtes pleine de désespoir”, esercizio di riflessione e di ri-fondazione intorno al mito della sirena e quindi ai temi della seduzione, del sacrificio e della femminilità. “La figura che qui viene evocata è ben lontana dall’ottimismo di certe pose o di certe immagini della società contemporanea – precisano – è una creatura scartata, caduta, fallita, una massa scura irriconoscibile, ripescata da fin troppo domestiche profondità marine. è un corpo anfibio immobile, silenzioso, che emana una disperazione sorda e ostinata quasi fosse il canto invincibile e dolente di una divinità scaduta eppure ancora attraente, docile e piena di mistero”.

Sabato 24 giugno (alle 19.00, alle 19.45 e alle 20.30), nella Residenza Municipale di piazza Garibaldi, sarà la volta di una creazione site-specific dal titolo “Veduta”. A “leggere” alcuni spazi nel centro storico di Parma sarà la Compagnia MK. “È un formato modulare – suggerisce il coreografo Michele Di Stefano – con cast e durate variabili, dedicato alla città e alla visione prospettica del paesaggio urbano. Il pubblico fruisce la performance in cuffia, affacciato ad un punto panoramico da individuare di volta in volta. Il punto di vista è ampio e può interessare spazi molto vicini e molto lontani, collegati tra loro dalla traccia sonora (registrata in olofonia con una forte impronta cinematografica) e dalla dislocazione dei performer.” L’ascolto trasforma la veduta urbana in un luogo che galleggia tra il presente e il possibile, immergendo lo spettatore in un paesaggio che non è più semplicemente ciò che gli si para davanti, ma un concentrato di coincidenze e configurazioni che rimandano ad altro. E’ il “qui ed ora” riletto attraverso posture e segni di un altrove, indagato da danze asciutte, vicine o lontanissime, all’orizzonte: la danza dunque diventa letteralmente un punto di vista sul mondo. A Parma, “Veduta” sarà interpretata da Biagio Caravano, Roberta Mosca e Laura Scarpini. Le musiche sono di Lorenzo Bianchi Hoesch, che ha ideato “Veduta” insieme a Michele Di Stefano.

Martedì 27 giugno, alle 21.00 nella Sala Est di Lenz Teatro, Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, duo artistico che dal 2008 conduce una ricerca che intreccia danza, performance e arte visiva, proporranno “Le Jardin”, spettacolo nel quale due figure vagano in un paesaggio immaginario costantemente trasformato dai loro gesti. “I giardini – precisano Panzetti e Ticconi – sono spesso considerati luoghi ideali, simboli del piacere e del diletto, connessione armoniosa tra uomo e natura. Nel progettarli, il nostro desiderio di dare forma ad un mondo di ideale rigoglio e bellezza, benessere e serenità, culmina in un’eco nostalgica che richiama il Giardino dell’Eden. Ma in egual modo i giardini sono espressione di un’assoluta forza antropocentrica che plasma la natura secondo un modello che le è completamente estraneo.”

Opera, gruppo di ricerca artistica diretto dal regista e artista visivo Vincenzo Schino e dalla danzatrice e coreografa Marta Bichisao, giovedì 29 giugno, alle 21.00 nella Sala Majakovskij di Lenz Teatro, presenterà “MA”. Il titolo è la traduzione di un ideogramma giapponese e indica uno speciale tipo di sensibilità estetica, esprimibile come uno spazio vuoto, un silenzio o un’immobilità tra due cose. “La danza dialoga con un’architettura di sculture mobili in fil di ferro e virtuali, proiezioni video e luce – spiegano gli artisti – Il suono è raccolto dal vivo dal movimento degli oggetti e restituito sotto forma di live electronics”.

Restando ai titoli/sillabe, sabato 1 luglio è in programma “MU” (per esteso metafisica urbana). Si tratta di una “speculazione filosofica in movimento intorno al concetto di scia” ed è un’altra creazione site-specific, curata da Leonardo Delogu e Valerio Sirna di DOM, che avrà per scena diversi luoghi del contesto urbano (si parte da Lenz Teatro, alle 17.00, per un viaggio di qualche ora). “MU si appoggia sul concetto di thinking by making – spiegano i curatori – cioè sulla capacità di imparare e di elaborare pensiero a partire dall’esperienza sensibile. A seguito di un periodo di residenza, navigando dentro le trame della città e dentro i principi filosofici che inspirato la nuova edizione del Festival Natura Dèi Teatri, DOM compone un viaggio a piedi tra i paradossi urbani, porta il pubblico dentro quei paesaggi attuali, volto in ombra del tempo presente, che se attentamente osservati aprono questioni profonde sul nostro abitare la terra, sul nostro essere specie umana, comunità, a volte spina della creazione, a volte espressione felice delle forze vitali.”

Giovedì 22 giugno, alle 19.00 nella Sala Majakovskij di Lenz Teatro, la studiosa di teatro e arti performative Tihana Maravic proporrà un dialogo con il pubblico a partire dalla presentazione del suo libro, pubblicato nel 2016, “Vado a prendermi gioco del mondo. Dal folle in Cristo in Bisanzio e in Russia al performer contemporaneo”. Come suggerisce già il sottotitolo del libro, la Maravic mette in relazione la contraddittoria e paradossale figura del folle in Cristo (allo stesso tempo un buffone, un profeta, un guaritore, un convertitore, un visionario) e il teatro contemporaneo, restituendo vitalità a un custode di una conoscenza antica e dimenticata e servendo da veicolo per una lettura filosofica e antropologica dell’arte attoriale e della funzione del performer.

Venerdì 30 giugno, alle 21.00 nella Sala Est di Lenz Teatro, l’artista in residenza a Lenz Teatro per il biennio 2017-2018 Monica Bianchi presenterà in forma di studio “Trash vortex” (nella sua versione definitiva lo spettacolo debutterà nella sezione autunnale di Natura Dèi Teatri). “Una scia di rifiuti plastici è trascinata dalla corrente del Nord Pacifico verso la latitudine dei cavalli, la zona delle calme equatoriali o dei venti estremamente variabili – spiega la Bianchi. – Un’area difficile da superare e spesso i velieri, per carenza d’acqua, sacrificavano i cavalli, che venivano gettati in mare. La direzione contraria del venti ci obbliga a uno scarto per mantenere la rotta. Ma ci sono scarti e scarti: paperelle di plastica e cavalli lanciati nel vuoto…”

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