Paradiso XXXIII. Dante secondo Elio Germano e Teho Teardo

11 ottobre 2021

Nel settembre dello scorso anno Elio Germano aveva letto i versi del XXXIII canto del Paradiso a Ravenna, in apertura delle celebrazioni per il 700º anniversario della morte di Dante Alighieri. Un anno dopo, gli stessi magnifici versi che celebrano “l’amor che move il sole e l’altre stelle” tornano al centro di un nuovo lavoro del pluripremiato attore romano, commissionato da Ravenna Festival. Paradiso XXXIII, così s’intitola il tributo, terza e ultima anta della ravennate Trilogia d’Autunno che comprendeva anche due spettacoli di Sergei Polunin e Luca Micheletti, sarà in scena dall’11 al 13 ottobre alle 21 al Teatro Alighieri di Ravenna e dal 15 al 17 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara.

Complice di Germano è in questa occasione l’inconfondibile Teho Teardo, che dalle terzine dantesche farà emergere musiche inaudite, mentre la complessa dimensione esistenziale e letteraria di Dante incontrerà le immagini visionarie di Simone Ferrari e Lulu Helbaek, creativi di strepitosa audacia visiva, famosi nel mondo per le loro collaborazioni con gruppi come il Cirque du Soleil e le loro sperimentazioni tra teatro, nuove tecnologie, videoarte e scenografie dal forte impatto visivo. Assieme a Laura Bisceglia e Ambra Chiara Michelangeli, rispettivamente al violoncello e alla viola, con il disegno luci di Pasquale Mari e contributi video firmati da Sergio Pappalettera e Marino Capitanio e il design delle scene a cura di Matteo Oioli, Elio Germano fa diventare spettacolo l’ultima parte della terza cantica, quella i cui Dante, al termine del suo viaggio straordinario, alzando gli occhi al cielo tenta di dire l’indicibile, l’ineffabile, trovandosi di fronte al più grande paradosso di ogni poeta. “La materia – ha dichiarato infatti Germano – sarà arricchita con aspetti visivi e sonori che non sono solo la parafrasi del testo – e che accentuano i contenuti in modo appariscente, condivisibile e circolare. Vogliamo tentare un ‘dispiegamento’, cioè provare a eliminare quelle pieghe che ci rendono difficile entrare fino in fondo nel canto, senza però dare nessuna ‘spiegazione’. Il XXXIII del Paradiso rappresenta un viaggio in sé stessi, è simbolico dell’esistenza, racconta l’arte in generale e i suoi limiti”.

“È il senso dell’esperienza che vogliamo offrire – ha sottolineato Teho Teardo – si tratta di favorire un allargamento della percezione. Sarebbe bello se dopo lo spettacolo potessimo ampliare il nostro dizionario visivo, percettivo e sonoro. Elio ci restituisce un Dante che parla fra gli uomini, un essere umano stupito dalle meccaniche divine, e la sua performance è molto connessa alla musica, al punto da farne un musicista. Ad esempio, sulla preghiera di San Bernardo abbiamo immaginato un dispositivo grazie al quale la voce di Elio si divide in tre voci con tre sonorità ben distinte. Dopo aver riletto il canto ho composto tutta la musica che poi ho riadattato via via incontrando le parole.”

 

L’evento è una coproduzione con Pierfrancesco Pisani per Infinito Produzioni e una cordata di teatri – la Fondazione Teatro della Toscana, il Franco Parenti di Milano, l’Abbado di Ferrara e il Galli di Rimini.