Parma 2020. Dove la cultura batte il tempo

05 dicembre 2019

Ricucire epoche, anime e stagioni della vita, intrecciare il tempo dei bambini e degli anziani, dei turisti e dei viaggiatori, e costruire un tempo nuovo, pienamente contemporaneo, democratico, consapevole, in cui la Parma romana e quella barocca, la Parma imprenditrice e quella verdiana, la Parma partigiana e quella innovativa e tecnologica convivano non per forza della storia ma secondo la logica di un presente che riconosce il passato e guarda al futuro. Tutto questo è Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, un progetto monumentale che a partire da gennaio (con un’identità visiva ad hoc a firma del noto designer Erik Spiekermann) riscriverà la città, i suoi spazi e il suo patrimonio di opere e di idee attraverso una cultura che non decora ma “batte il tempo”, come un orologio speciale capace di dettare il ritmo e di trovare un accordo in mezzo a mille suoni diversi. “La cultura batte il tempo – spiegano infatti gli organizzatori – sottolinea l’importanza di restituire all’azione culturale il suo ruolo di metronomo della vita della città per favorire l’abbattimento delle barriere storiche e sociali che complicano le forme di dialogo”.

A sovrintendere e coordinare il progetto è il Comune di Parma, ma a sostegno del programma è nato anche un Comitato per Parma2020, perché più che un obiettivo finale questa candidatura è stata fin da subito un laboratorio per il futuro, una palestra in cui allenare per gli anni a venire la capacità di mettere in relazione ambiti e temi che difficilmente s’incontrano, sulla scorta di una tradizione che non a caso è stata nominata e premiata nella motivazione stessa della nomina: la forza del rapporto tra pubblico e privato, e dunque la capacità della città di innescare produzione culturale, imprenditorialità a traino creativo, relazione fertile tra cultura, democrazia, inclusione.

In campo, perciò, non ci sono solo le sessantacinque iniziative del Dossier di candidatura col suo corollario di eventi speciali, ma anche centocinquanta iniziative nate dal territorio, ovvero da Comuni, Provincia, Diocesi, imprese e associazioni, duecentocinquanta incontri sul tema della conoscenza organizzati dall’Università di Parma e un programma coordinato con Piacenza e Reggio Emilia (città che si erano entrambe candidate come Capitale Italiana e con cui Parma ha creato il progetto Emilia 2020, per mettere a sistema le opportunità culturali delle varie realtà, potenziandone la visibilità e gli strumenti). Il tutto seguito e documentato da Fabrica, che realizzerà un inedito reportage del territorio, curato da Oliviero Toscani, con l’intento di immortalare ogni iniziativa di Parma2020. Points of view sarà infatti la più grande chiamata a raccolta di fotografi di tutti i tempi, e quindi anche l’occasione di incontrare grandi fotografi come Martin Parr, Steve McCurry e Giovanni Gastel.

Il taglio del nastro (qui il programma completo dell’inaugurazione lunga tre giorni) è fissato per gennaio, con una tre giorni di mostre, concerti, performance e teatro. Si parte l’11 con una parata nel centro storico che porterà in corteo le parole della cultura scelte attraverso un contest sui social network di Parma 2020 per arrivare a consegnarle idealmente alla casa municipale, mentre il 12 c’è la cerimonia istituzionale al Teatro Regio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’apertura della mostra Time Machine (al Palazzo del Governatore fino al 3 maggio). La mostra, nata da un’idea di Michele Guerra, è curata da Antonio Somaini e sviluppa una riflessione su come l’invenzione dell’immagine in movimento abbia modificato la nostra percezione del tempo e dello spazio, regalando ai visitatori un viaggio nella storia attraverso opere di artisti come Douglas Gordon, Rosa Barba, Tacita Dean, Stan Douglas, e filmmakers come Martin Arnold, Harun Farocki, Jean-Luc Godard e Bill Morrison. Il 13 gennaio, infine, per celebrare Sant’Ilario, Patrono di Parma, la città diventerà ospiterà decine di narrazioni tra storia e poesia, alternate a presentazioni di libri e concerti.

Un assaggio soltanto di quello che per il resto dell’anno accadrà in città e nei dintorni. Il cuore dello sconfinato cartellone coordinato da Francesca Velani, Vicepresidente di Promo PA Fondazione, batte naturalmente nei due poli del Dossier, ovvero il Progetto Pilota e le Officine contemporanee. Il primo progetto sviluppa delle azioni tra luoghi antichi e nuovi distretti, puntando tutto su un evento speciale con il grande artista Anish Kapoor, le mostra Time Machine e Hospitale – Il futuro della memoria, una grande installazione di Studio Azzurro che racconta la storia dell’Ospedale Vecchio (dove sarà possibile visitarla dal 24 aprile al 10 ottobre). Tutti da scoprire gli esiti delle quattro grandi open call lanciate per promuovere l’accessibilità e la contaminazione tra cultura, imprese, tessuto urbano, periferie e comunità locali.

Le Officine contemporanee comprendono invece mostre, produzioni teatrali e musicali, festival e cantieri-laboratorio chiamate a reinterrogare il concetto di contemporaneo, per esempio a partire dalla questione dell’ambiente, del cibo e della sostenibilità, ma anche attraverso un progetto della Diocesi di Parma che permetterà al pubblico di conoscere meglio l’opera del grande Maestro Benedetto Antelami, e poi con un Festival speciale al Regio di Parma dedicato alla rivoluzione del concetto di Tempo nelle arti del Novecento, e una mostra che indaga l’identità della vita sociale e culturale della nostra storia nazionale attraverso il rapporto tra l’opera lirica e la società. Dal 21 ottobre al 31 gennaio, il Complesso Monumentale della Pilotta allestisce invece I Farnese: le arti, il potere. 1513-1731, una mostra ambiziosa sulla committenza artistica dei Farnese, che racconta come la casata seppe cogliere la potenza delle arti in quanto strumento di affermazione dinastica e creazione di un’identità signorile.

Molti altri sono gli eventi in programma, con mostre come l’antologica dell’illustratore austriaco Francesco Ciccolella, o come Labirinti. Umberto Eco, Franco Maria Ricci. Storia di un Segno, curata dalla Fondazione Franco Maria Ricci. Ricchissimo il cartellone teatrale e musicale e i progetti site-specific, tra cui Il trionfo del tempo e del disinganno, del Teatro Due, con l’orchestra Europa Galante diretta da Fabio Biondi nel chiostro di San Giovanni; Il passato imminente, che coinvolge soggetti con disabilità psichica, intellettiva o sensoriale in un progetto a forte impatto emotivo; installazioni come Polifonia interattiva, dove l’inclusione sociale sarà rappresentata dalla musica e dalle tecnologie.

Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 è sostenuta e messa in opera con il contributo del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, la Regione Emilia Romagna, il Comune di Parma, Fondazione Cariparma, Comitato per Parma2020 ed è in collaborazione con Provincia di Parma, Università degli Studi di Parma, Diocesi di Parma, Destinazione Emilia.