Il piccolo spazzacamino. L’infanzia negata nell’opera di Britten

08 maggio 2018

L’infanzia gioca un ruolo importante nella vasta produzione di Benjamin Britten, costituisce un motivo ricorrente. Il compositore inglese considera l’infanzia fonte d’ispirazione ideale, periodo di innocenza perfetta e di sensibilità artistica pura; sul piano musicale i ragazzi sono destinatari espliciti di molti suoi lavori: pagine create con l’intento didattico e con l’utilizzo della vocalità infantile. Il piccolo spazzacamino, opera in un atto composta su libretto di Eric Crozier, è un autentico gioiello musicale creato da Britten con lo scopo di avvicinare i ragazzi alla lirica: è una storia di bambini, cantata da bambini (sia in coro che solisti) e pensata per un pubblico di bambini.

In questa nuova produzione della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia – diretta dal regista Marco Maccieri e al debutto domenica 13 maggio (alle 18.00) al Teatro Ariosto (con repliche, riservate alle scuole, lunedì 14 e martedì 15 maggio) – l’intento è anche quello di promuovere l’educazione alla musica attraverso un coinvolgimento diretto dei più giovani nella realizzazione dello spettacolo: dagli incontri didattici dedicati alle scuole e focalizzati sia sugli aspetti musicali che su quelli drammaturgici e registici, al debutto del neonato Coro di voci bianche della Fondazione I Teatri che porterà in scena i risultati di un percorso artistico durato diversi mesi e affiancherà i cantanti professionisti: Niccolò Roda, Manfredo Meneghetti, Matilde Lazzaroni, Costanza Gallo, Arianna Miali. Con loro anche il Quartetto Mirus e l’Ensemble strumentale della Fondazione I Teatri. La direzione musicale è affidata a Dario Garegnani; il Coro di voci bianche è preparato da Costanza Gallo. La versione ritmica italiana porta la firma di Franca Alfei e Piero Santi. Le scene sono di Alice Benazzi, i costumi di Rosa Mariotti, le luci di Fabio Bozzetta.

“Cam camini, cam camini, spazzacamin, allegro e felice e pensieri non ho…”, cantava il personaggio di Bert in Mary Poppins. Ma Bert waltdisneyano era adulto mentre  Sam, il protagonista dell’opera di Britten, ha otto anni e la sua famiglia, poverissima, lo ha venduto a uno spazzacamini crudele, Black Bob. La vicenda si svolge in una grande casa di campagna, Iken Hall, dove il bambino deve infilarsi in un camino per pulirlo. È la sua prima volta e Black Bob e il suo aiutante lo spingono nella canna fumaria con forza; poi se ne vanno e Sam, inesperto, vi resta incastrato, non riesce più ad uscire. I tre fratelli che abitano a Iken Hall e i loro cugini in visita sentono le sue grida disperate e riescono a liberarlo. Con l’aiuto della bambinaia lo ripuliscono dalla fuliggine e lo nascondono, facendo credere ai due spazzacamini che sia scappato…

L’ispirazione, sia per Britten che per il librettista Crozier, furono due liriche di William Blake, entrambe intitolate “The Chimney sweeper” ed entrambe incentrate sul contrasto tra il mondo innocente dei bambini e il mondo esperienziale degli adulti che non esita a calpestare quella innocenza. Altrettanto forte è l’influenza di Charles Dickens, con le sue impietose rappresentazioni delle misere condizioni di vita dei bambini nell’Inghilterra del 19° secolo e con uno dei suoi personaggi, lo spazzacamino Gamfield, malvagio sfruttatore di bambini che cerca di trattenere Oliver Twist. Infine, Britten fu influenzato anche da un libro per l’infanzia, l’equivalente inglese (in quanto alla fama e alla popolarità) del libro Cuore: “The Water-babies” di Charles Kingsley (da bambino Britten aveva partecipato alla messa in scena di uno dei numerosi adattamenti del testo di Kingsley, e proprio nella parte di un piccolo spazzacamino).

Nel secondo dopoguerra – l’opera di Britten debuttò nel 1949 – Il piccolo spazzacamino rappresentò anche un forte atto di denuncia sociale nei confronti dello sfruttamento del lavoro minorile, dell’infanzia negata dagli interessi di adulti senza scrupoli, fenomeno ai suoi tempi ancora vivissimo. Il tema viene trattato da Britten in modo commovente ma anche divertente e per nulla retorico e “Il piccolo spazzacamino” resta a tutt’oggi uno dei brani di Britten più eseguiti in tutto il mondo, spesso adattato nelle varie lingue per renderne più immediata la fruizione.

Il debutto de Il piccolo spazzacamino è un’anteprima di Reggionarra, ciclo di “incontri con differenti storie, persone, linguaggi e luoghi della città” che quest’anno si svolgerà dal 18 al 20 maggio con il titolo e il tema “Incontramenti”. A raccontare, ci saranno artisti, compagnie teatrali e genitori.