Pioggia di Ubu in Emilia-Romagna

08 gennaio 2019

Il 2019 del teatro nella nostra regione riparte come si era concluso: dai premi. Un vero tripudio, considerata la quantità di riconoscimenti attribuiti agli artisti di casa. Dopo quelli assegnati a maestri e nuove leve della scena nazionale dai blogger della rete del Premio Rete Critica e dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro, con il nuovo anno in Emilia-Romagna è arrivata anche una pioggia di alloro dal riconoscimento più ambito, gli Oscar del teatro italiano: i Premi Ubu.

“È davvero un trionfo quello del teatro dell’Emilia-Romagna alla quarantunesima edizione dei Premi Ubu: ben otto sono i premiati della nostra regione a cui vanno tutte le nostre congratulazioni! – sottolinea l’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti – Un risultato che è una conferma di come offrire opportunità, strumenti, spazi e occasioni di crescita al sistema teatrale e culturale della regione significhi ottenere creazioni e produzioni di qualità altissima, diversificate e riconosciute a livello nazionale e internazionale”.

Le coppe dell’edizione 2018 del Premio fondato dal critico e editore Franco Quadri e promosso oggi dall’Associazione Ubu per Franco Quadri, sono state consegnate ieri sera, 7 gennaio, da Graziano Graziani e Federica Fracassi, sul palcoscenico del Piccolo Teatro Studio Melato di Milano collegato in diretta radiofonica con Radio 3 Suite. A stravincere innanzitutto attori e attrici.

Il Premio Ubu come miglior attore è andato infatti a Lino Guanciale, uno degli interpreti più amati degli ultimi anni, premiato per La classe operaia va in paradiso (qui la nostra intervista all’attore in occasione del debutto dello spettacolo nel gennaio scorso) prodotto da Ert, con la regia di Claudio Longhi, ex-aequo con Gianfranco Berardi per Amleto Take Away della Compagnia Berardi Casolari, spettacolo prodotto dal Teatro dell’Elfo con il sostegno di Ert.

Migliore attrice dell’anno, invece, è una signora della scena che da oltre trent’anni colleziona statuette, coppe e targhe in Italia e all’estero: Ermanna Montanari, che con Va pensiero (produzione Ert e Teatro delle Albe/Ravenna Teatro) e Fedeli d’amore del Teatro delle Albe nel 2019 giunge a quota quattro Premi Ubu (a cui si aggiungono tutti quelli vinti negli anni dalle Albe, in altre categorie). In questa intervista Ermanna Montanari e Marco Martinelli raccontano la genesi di Va pensiero.

Festeggiano anche i più giovani, con un premio per il miglior attore/performer under 35 a Marco D’Agostin, reduce dal recente successo di Avalanche prodotto dalla bolognese Associazione Culturale VAN; anche in questo caso c’è un ex-aequo, con Pier Giuseppe Di Tanno, protagonista di Sei. E dunque perché si fa meraviglia di noi? prodotto da Fortebraccio Teatro e diretto da Roberto Latini, che era tra l’altro fra i candidati alla migliore regia.

Un riconoscimento prezioso arriva da una categoria nuova del Premio Ubu, quella che incorona le figure dietro le quinte: i migliori curatori e organizzatori. Ad aggiudicarselo quest’anno, ex-aequo con Francesca Corona, è Daniele Del Pozzo, direttore artistico del Festival Gender Bender, rassegna interdisciplinare all’avanguardia che da diciassette anni richiama a Bologna spettatori da tutto il mondo.

Non ha vinto come spettacolo dell’anno ma ha portato a casa una prestigiosa targa come miglior testo straniero Afghanistan: Enduring Freedom di Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens, Colin Teevan, Naomi Wallace, portato in scena in Italia dal Teatro dell’Elfo, in coproduzione con Ert, Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Un meritato premio come progetto speciale è andato al libro La possibilità della gioia. Pippo Delbono di Gianni Manzella, edito da Clichy e sostenuto da Ert: “per un libro prezioso – si legge nella motivazione della giuria – frutto di vent’anni di studio, osservazione e dialogo, che restituisce con passione militante la vicenda artistica e umana di uno dei protagonisti del teatro contemporaneo; per la rarità di una scrittura avvincente che concede molto al racconto senza mai rinunciare all’analisi”. Nell’intervista a Radio Emilia Romagna, Manzella ci parla del libro e del suo lungo rapporto di amicizia con Delbono.

Anche lo spettacolo vincitore, Overload di Sotterraneo, vanta un po’ di Emilia-Romagna nel suo dna annoverando tra le sue residenze artistiche quella presso La Corte Ospitale di Rubiera. Tra gli altri artisti vincitori, ce ne sono ancora molti  che hanno debuttato o trascorso periodi di residenza in teatri e festival della regione, come ad esempio Chiara Bersani, miglior performer under 35, a Santarcangelo Festival. Congratulazioni anche a loro, e a tutti gli artisti incoronati al Piccolo, che abbiamo incontrato o incontreremo nei nostri teatri nel corso della stagione.